Albo Valdes e il segreto del pesto –  di ANTONANGELO LIORI


Editoriale (bis) del 16 marzo 2025

Fu una grave prova quella della preparazione del pesto per Albo Valdes.

Infatti, il segreto della sua bontà è concentrato nella freschezza del basilico e della battitura col mortaio.

Ma nel nostro eremo fatto di sbarre e blindi il basilico aveva almeno 7 giorni e il mortaio era vietato.

Così come è vietato qualunque oggetto duro, dai piatti di ceramica ai coltelli di metallo.

Prese quindi Albo una gavetta per il rancio, ci mise dentro basilico, aglio, pinoli e per battere usò il piede dello sgabello opportunamente lavato e avvolto in un panno candido.

“Non comprendo – gli dissi – perché tutto ciò che è duro è vietato ritenendolo atto ad offendere, ma viene consentito lo sgabello col quale si fa ben maggiore danno”.

“È sempre la stessa storia”, mi rispose: “Summus ius, summa iniuria”, come scrive Cicerone nel de Officiis: “il massimo del diritto è il massimo dell’ingiustizia. In prigione, come nella vita esterna, siamo sommersi di norme che intendono regolare non la nostra vita ma l’idea delle regole della vita”.

Il pesto non era male.

Ma l’aglio era presente a pezzi troppo grossi.

Il diritto genera diverse perplessità.

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