ANTONANGELO LIORI SU ALBO VALDES


Editoriale (bis) del 4 agosto 2024

Dire d’essere amico di Albo Valdes è operazione rischiosa.

Si è infatti amici di persone che si conoscono, ma come conoscere l’inconoscibile?

Noi però almeno si chiacchierava.

Che si può fare infatti in una cella se non parlare e cucinare?

Leggevo il ēfer hā-Mispār, il libro del numero, di quel grande filosofo ebreo spagnola che si chiamava, Abraham ibn ‛Ezra, per ricercare ciò che Finobacci non vi aveva trovato, il Kohen Gadol, cioè il sommo sacerdote della Zugot, l’epoca del secondo tempio.

“Credo che il kohen Gadol possa essere tu”, gli dissi.

Albo Valdes cucinava pasta aglio, olio e peperoncino.

Il pasto tipico del prigioniero.

Perché è veloce e poco costoso.

Però saporito.

Alla fine decise di rispondermi, e fu già una conquista.

«Fidia nacque nella Zugot, ma non fu ebreo. E quindi il tempo non rappresenta il sistema di decisione più raffinato., Infatti come tu ben insegni lo stesso Aristotele nel secondo libro della fisica lo ritiene inesistente.

Ma qui si presenta un argomento interessante: perché i nemici di Pericle volevano la morte di Fidia? Perché uccidere il primo scopritore della sezione aurea?

Solo Fibonacci lo capì, grazie proprio a Abraham ibn ‛Ezra, e ci costruì sopra la sua sequenza: perché di Pericle sarebbe rimasto nel tempo solo ciò che Fidia avrebbe realizzato grazie a lui.

Volevano trucidare il racconto della storia di Pericle trucidando l’autore del racconto, Fidia.»

Lo guardai e capii.

«Fidia è come un piatto di spaghetti all’aglio, olio e peperoncino.

Semplice ma complesso.

Forte perché equilibrato.

Come ogni cosa in sezione aurea.

E quindi ordinano l’arresto di Fidia per farlo morire ben sapendo come.

Chiudi gli occhi e immagina.

Fidia è nel carcere di Atene.

Giace in una cella immonda.

Egli, che ha inventato l’idea di bellezza, è stato recluso nel luogo che della bellezza è l’assoluto contrario.

È stato arrestato per empietà. È il secondo arresto per lui. Dalla prima accusa venne assolto nel 432. Ma l’anno seguente non se la cavò. Venne accusato d’aver raffigurato se stesso e Pericle fra gli eroi dell’amazzonomachia nel fregio dello scudo di Atena Partenos custodita nel tempio sull’Acropoli e ora splendidamente esposta nel museo nazionale di Atene.

Morì in carcere dopo, pare, appena un mese di detenzione.

Non sopportava l’orrore dell’assenza di bellezza.

Per chi ama l’arte, la poesia, la musica, la letteratura e quindi il bello in sé la prigione è la negazione assoluta dei suoi miti.

Io ho superato l’angoscia chiudendo gli occhi e immaginando di non essere qui.

Muoio nel mio cuore e sopravvivo col sogno.

La morte di Fidia la comprendo e l’ho in parte vissuta attimo per attimo.

Come lui.

L’arte è, per Aristotele, una liberazione della passionalità e della sensibilità, cioè il raggiungimento di un livello sul quale gli elementi sensibili e passionali sono più contemplati che vissuti.

Per lo stagirita, il bello consiste nell’ordine, nella simmetria e in una grandezza che si presti a essere concepita nel suo complesso.

Quando ha concepito questa teoria, Aristotele guardava il frontone del Partenone e non avrebbe potuto formularla se non avesse visto l’ordine e la simmetria che diventano bellezza in sé.

L’ordine la simmetria non sono solo un fatto fisico, che poi vedremo, ma soprattutto un equilibrio interiore che consente a tutto il nostro essere di stare in pace con se stesso e con ciò che ci circonda.

Sbaglia chi pensa che Fidia sia stato ucciso dai nemici di Pericle.

Fidia fu ucciso dalla mancanza di simmetria.

Cioè dall’idea che non esista un’idea in sé.

Non fu assassinato dal cattivo giudice ma dall’orribile progettista che realizzò un carcere asimmetrico.

E quindi una costruzione senza l’idea del bello in sé.

Scommetto che tu aggiungi formaggio a questa pasta.

Bene, se aggiungi formaggio spezzi l’equilibrio perfetto.

E il sapore sarà asimmetrico perché stemperi il piccante del peperoncino e l’aspro dell’aglio.»

Così ripensai alla ‘Epistola ad magistrum Theodorum’

Essendo stato invitato, con assidui interrogativi e domande da parte di una persona per me assai amica, a comporre per lui una regola per risolvere le soprascritte questioni sugli uccelli e simili, giacché costui, che di recente era stato educato a questo magisterio, temeva i più complessi alimenti che erano stati posti all’interno del mio libro sul numero, nel preparare per lui, come per un figlio appena nato, un latte di una certa dolcezza, affinché reso forte fosse in grado di afferrare concetti più complessi, ho escogitato per lui la presente regola, attraverso la quale si risolvono non solo questioni simili, ma in verità anche quelle intorno alle diverse modalità di fusione in lega delle monete.

La regola.

Questo fu.

Dopo pranzo Albo si fece bello.

Doveva andare alla festa di laurea di una sua amica.

Si fece aprire la cella e si insinuò nei meandri della prigione.

Per lui infatti dentro o fuori è la stessa cosa.

ANTONANGELO LIORI

« Archivio »

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA