Esistono le cene di beneficenza, le mostre di beneficenza, gli spettacoli di beneficenza, i balli di beneficenza, le recite di beneficenza, i pandori di beneficenza… quasi sempre si tratta di iniziative utili e lodevoli, qualche volta meno. E queste iniziative sempre gratificano i benefattori e i beneficiati. I benefattori hanno occasione di esibirsi e di ricevere l’approvazione di tutti, i beneficiati invece (quando l’iniziativa è “pulita”) di ricevere denaro o generi di conforto.
Poi esistono gli Ziulai.
Gli Ziulai fanno parte di una categoria dello spirito che prende il nome da uno dei loro più fulgidi rappresentanti: Antonello Lai, detto appunto “ziu Lai”.
Loro, gli Ziulai, agiscono per affetto nei confronti dell’umanità. Per semplice affetto e simpatia.
E solo i beneficiati dagli Ziulai sanno dei loro gesti.
Antonello Lai per tutta la vita ha regalato a chi ne aveva bisogno attenzione e vettovaglie, curiosità e coraggio. E il suo microfono.
Lui c’era, sempre.
Dappertutto.
Sabato mattina al suo funerale mi son scoperto a cercarlo distrattamente tra la folla. Al funerale di una persona come lui, lui non sarebbe mai mancato.
Chiudo con un annuncio.
In autunno l’Università di Aristan, su proposta del professor Antonangelo Liori approvata all’unanimità dal consiglio dei docenti, organizzerà un convegno su Antonello Lai.
Filippo Martinez (ammiratore di ziu Lai)
“Antonello Lai per tutta la vita a chi aveva bisogno ha regalato attenzione e vettovaglie, curiosità e coraggio. E il suo microfono.” Da GLI ZIULAI – Editoriale di Filippo Martinez (ammiratore di ziu Lai)



