ANTONANGELO LIORI SU ALBO VALDES: la prolissità di Albo


Editoriale (bis) del 22 dicembre 2024

Albo è il più piacevole fra i conversatori e il più prolisso fra gli scrittori.

Fa questo perché sente il costante bisogno di precisare la sua parola scritta, temendo evidentemente che il lettore non ne comprenda il suo significato autentico.

Mentre lui infatti preparava gli “spaghetti alle poverella”, cercavo di leggere il suo ultimo libro “Epesegesi del significato di anima nell’ottavo libro dei commentari di Origene”. Ben 960 pagine fitte di citazioni e note critiche.

Mentre io mi perdevo nei vari semantemi di ψυχή, lui tritava aglio e prezzemolo dopo aver tostato il pane grattugiato in un filo di olio evo.

Lo guardai e gli domandai.

“Ma sei sicuro che l’anima possa essere tradotta anche con ψυχή?”.

“assolutamente no”, mi rispose.

Tritava finissimo, come se dovesse confondere in sé due opposti sapori.

“Le olive le metterai a crudo dopo che la pasta è saltata in padella?”, chiedetti.

“Metà e metà”, mi spiegò.

Metà olive infatti le fece saltare l’altra metà le mise dopo che tutto era pronto.

“Una spolverata di pecorino?”, gli domandai quando fummo a tavola.

“IO no”, mi fece: “I poveri mettevano le briciole di pane tostate proprio perché il formaggio costava troppo”.

Ma io povero non sono.

E confusi col formaggio ogni sapore.

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