CAPIRSI IN EUROPA


Editoriale del 23 ottobre 2014

Grandissima “tortillera” la madre di Conchita, una mia amica spagnola. Ogni volta che in Galizia sono invitato a casa sua, si esibisce cucinando in mio onore pulpo à feira, pimientos de padròn e spettacolari empanadas di baccalà e tonno. Ma sa che vado matto per la tortilla di patate, così non mi lascia mai andar via senza un’ingombrante e intrasportabile frittata. Da parte mia non manco di omaggiarla dicendole ogni volta che posso, nel mio spagnolo approssimativo, che è la più grande “tortillera” che abbia mai conosciuto. L’ultima volta, al momento dell’addio, ci sono state però precisazioni sul significato di alcuni termini nelle rispettive lingue. Piccandosi di conoscere un po’ l’italiano mi ha detto che mi aveva preparato una tortilla “da asporto”. Non sbagliava di molto, ho precisato che si chiamano “da asporto” alimenti o bevande che vengono consumati fuori dal locale di vendita. Ho aggiunto che questo termine, anche se usato correttamente, mi provoca imponenti manifestazioni allergiche perché per quanto mi riguarda si asportano escrescenze, reni, tumori ed erbacce, non pizze o patate fritte. Ed è sempre un’operazione traumatica. Più corretto sarebbe dire che mi stava dando una tortilla da “portare via”. Si è fatta delle grandi risate. “E allora “tortillera”, cosa vorrebbe dire secondo te?“ mi ha chiesto. “Una signora che cucina con amore deliziose tortillas”. “Giusto!”, ha risposto continuando a ridere, senza darmi ulteriori spiegazioni. E’ stata più tardi Conchita a chiarirmi il significato di “tortillera”. Mi sono vergognato, soprattutto per la mia ignoranza. Ma non vi dirò cosa vuol dire, informatevi. In fondo non è così difficile capirsi, in Europa.

Tony Cinquetti
(Etica gastronomica)

COGLI L’ATTIMO

 

da Totò, Peppino e la… malafemmina (1956) diretto da Camillo Mastrocinque. Con Totò e Peppino De Filippo

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