CAPODANNO 1985, SULL’AEREO PER NEW YORK


Editoriale dell'11 luglio 2025

Il 31 dicembre 1985 l’aereo da Cagliari arrivò a Fiumicino quando l’imbarco per il volo verso New York era già stato chiuso. Commosso dalla mia disperazione, il giovane impiegato mi propose di raggiungere l’aereo – ancora fermo in pista – sulla sua motocicletta. Avevo con me solo il bagaglio a mano, accettai con gioia. Dopo un attimo di esitazione, mi disse: “Non hai il casco… in Italia è proibito viaggiare in moto senza casco”. Lo convinsi che difficilmente avremmo incontrato vigili urbani in quel breve tragitto verso l’aereo. Non ho mai più incontrato in Italia un uomo tanto gentile quanto rispettoso del codice della strada.

  In aereo fui accolto da una hostess che somigliava alla mia cara zia Ada. In business classe c’era solo un passeggero disteso sulla poltrona totalmente reclinata, con il volto nascosto da una mascherina. L’hostess mi offrì un caffè, un aperitivo e una bustina di mandorle tostate. Con stupore lessi sull’etichetta delle mandorle, in caratteri minuscoli: “Data di scadenza: luglio 1983”. Due anni prima! Protestai con la hostess. Dalla poltrona reclinata si levò un lamento: “è meglio finire nel bagno dell’aereo per una mandorla avariata che in paradiso per un motore avariato”. Il tono

della voce era quello di Massimo Catalano, il “filosofo dell’ovvio” di Quelli della Notte. Il mio compagno di viaggio era proprio lui: l’autore di massime assurde, lapalissiane, pronunciate con voce pacata.

Il pranzo era stato ideato da uno chef stellato. Il sonno era favorito dalle poltrone totalmente reclinabili e dalla musica in cuffia; una selezione di brani giudicata da esperti “soporifera”. Un giudizio non proprio lusinghiero per i compositori, alcuni dei quali ancora in vita.

A fine viaggio, Massimo Catalano mi consegnò il suo giudizio sulla hostess compilato su un tovagliolo: Meglio volare con una hostess giovane e bella che con una vecchia e brutta”.

Compilai il questionario ricevuto dalla compagnia aerea e infilai i miei commenti in una busta chiusa: “Le mandorle sono scadute da due anni. La hostess da due decenni.”

Dopo sei mesi, ricevetti a casa una confezione di mandorle tostate di fresco e un messaggio della compagnia:  

  “La nuova hostess ti attende sull’aereo per New York. Avrà meno di 22 anni… se vieni entro quest’anno!”

Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)

“Dalla poltrona reclinata si levò un lamento: “è meglio finire nel bagno dell’aereo per una mandorla avariata che in paradiso per un motore avariato”. Il tono della voce era quello di Massimo Catalano, il “filosofo dell’ovvio” di Quelli della Notte. Il mio compagno di viaggio era proprio lui: l’autore di massime assurde, lapalissiane, pronunciate con voce pacata.” Da  CAPODANNO 1985, SULL’AEREO PER NEW YORK – Editoriale di Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)

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