CHE SANT'ELFO SIA CON VOI – Editoriale del 31 gennaio 2017


Il silenzio di Dio e il mistero della fede sono i massimi sistemi affrontati dall’ultimo bellissimo film di Martin Scorsese, “Silence”. Due gesuiti nel Giappone del Seicento stretti tra la tentazione di un’abiura suggerita dalla ragione per evitare atroci sofferenze (proprie, ma soprattutto altrui) e il tormento della coscienza di voler serbare un’incrollabile fedeltà al credo cristiano e alla propria identità. Dal Brasile di oggi arriva invece la notizia che un’anziana signora ha pregato per anni nella sua camera una statuetta di Sant’Antonio, al quale è devotissima; finché sua nuora, tale Gabriella Brandao, ha notato che la figura adorata non corrispondeva all’immagine del santo, ma si trattava della statuina di un personaggio della saga fantasy tolkieniana, per l’esattezza l’elfo Elrond da “Il signore degli anelli”. Un oggetto prodotto dal merchandising del celebre film di Peter Jackson, con il volto dell’attore Hugo Weaving. Sconcerto della nuora e scandalo della vecchietta, mortificata dell’errore che ha deviato la sua fede: dal culto per il santo all’adorazione pagana di un elfo star di Hollywood. Una situazione buffa, rispetto allo scandaglio profondo del film di Scorsese, articolato in mezzo alla violenza delle torture e a rischi dei sofismi. “Silence” è un’umanissima opera sacra, potente e radicale, l’equivoco brasiliano sembra invece una commedia di Dario Fo: eppure si tratta, in entrambi i casi, di uno scontro tra la fede e l’imperfezione umana, con la sua fragilità e la difficoltà di agire giustamente, abbracciando una visione del mondo aderente alla verità. Fossimo la vecchietta brasiliana, non ci preoccuperemmo troppo (oltre tutto, Tolkien fu un fervente cattolico): Boccaccio non condanna neppure i devoti a San Cepperello, salvati dal pregare in buona fede quella infame canaglia. E l’eucarestia è valida e consacrata anche se somministrata dal più corrotto dei preti. Quello che conta è l’intenzione, come suggerisce l’ultima splendida inquadratura del film di Scorsese.

Fabio Canessa
(preside del liceo olistico “Quijote”)

la figura adorata non corrispondeva all’immagine del santo, ma si trattava della statuina di un personaggio della saga fantasy tolkieniana, per l’esattezza l’elfo Elrond da “Il signore degli anelli” (da CHE SANT’ELFO SIA CON VOI, editoriale di Cabio Canessa)
Basta che funzioni – da Basta che funzioni (2009) scritto e diretto da Woody Allen. Con Larry David

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