Nel momento più disperato della mia vita, mi ritrovai chiuso in un terribile luogo.
La mia stanza era lunga 2,2 metri e larga 1,6.
Uguale a quella di San Giovanni della Croce a Burgos.
Uguale a quella di Fidia ad Atene.
Asimmetrica.
Il mio cervello si perdeva nella ricerca vana della divina proporzione.
Non avevo computer, televisore, libri.
Fioca la luce.
Buio il mio cuore.
Sentii il mio corpo cedere e capii che sarei stato divorato da un male terribile.
Il giorno seguente mi venne proposto un dono per non impazzire.
Un dolce.
Una lattina di birra analcolica.
Un pacchetto di sigarette.
Un libro.
Un libro solo.
Domandai il Rocci, dizionario di greco antico.
A quella conoscenza ultima mi aggrappai.
Il Rocci.
Esattamente 152753 lemmi nelle 51 varianti del greco antico.
Iniziavo a leggere alle 3 del mattino e finivo a mezzanotte.
Tutti i giorni.
Lo lessi tutto nei primi 18 giorni.
Poi, privo di carta e penna, divisi mentalmente il lavoro.
Iniziai con l’identificare tutti i termini attici.
Poi tutti quelli omerici.
Poi quelli tragici, che divisi fra Eschilo, Sofocle ed Euripide.
Poi quelli Aristotelici.
E quindi quelli bizantini.
Divisi per varianti.
E divisi per argomenti.
E divisi per autori.
E mi ritrovai nella sterminata ricchezza di termini complessi.
Come logos.
E psiche.
E imparai a memoria migliaia e migliaia di lemmi.
Decine di migliaia, io credo.
Migliaia di giorni persi a studiare un unico libro.
Il libro dei libri.
Il cancro crebbe ma si arenò nei lemmi.
Pensai: se comprendo le parole capisco il male.
Tagliai ciò che era malato.
Eliminai quanto era superfluo.
La parola vince su tutto.
Perché esiste solo ciò che si può nominare.
E ciò che non si può nominare non esiste: la parola è il principale esorcismo, la prima fra le medicine.
Mi accoccolo davanti a ciò che resta del mio cuore e mi raccolgo in preghiera.
Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)
“Un libro. Un libro solo. Domandai il Rocci, dizionario di greco antico. A quella conoscenza ultima mi aggrappai. Il Rocci. Esattamente 152753 lemmi nelle 51 varianti del greco antico.” Da COME IL ROCCI MI SALVÒ DALLA MORTE – Editoriale di Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)



