Bill Viola, Martyrs (Earth, Air, Fire, Water), 2014.
Ciclo dedicato al martirio con i quattro elementi del cosmo.
Pannello del martire sommerso dalla terra.
Ma la sequenza è in reverse e in slow motion.
*
La terra cade.
Mi colpisce, mi piega, mi copre.
Resto in piedi finché posso, poi non posso più.
La massa mi prende il volto, mi chiude il respiro.
Sono un corpo sommerso.
Il mondo non si ferma: passa oltre.
La terra non scende.
Risale. Lenta.
Ricordo che torna,
contro la gravità e la cronaca,
a mostrare “morto e sepolto”.
Il dolore si apre.
Non chiede nulla: si mostra.
La storia torna indietro.
Non era finita.
La terra continua a salire.
Mi libera le braccia,
mi libera il petto,
mi libera il volto.
La mia figura esce dalla massa.
Non sono più un fatto,
non sono più un numero.
Sono qui. Il dolore è qui.
Tutto è visibile.
La lentezza non consola: rivela.
La terra cambia.
Non pesa più.
Non è più buio.
La polvere è luce.
La ferita è luce.
La fine è aperta.
Io ci sono dentro.
E vedo.
Dies natalis, giorno di nascita.
Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)
“La terra cade. Mi colpisce, mi piega, mi copre. Resto in piedi finché posso, poi non posso più.
La massa mi prende il volto, mi chiude il respiro. Sono un corpo sommerso. Il mondo non si ferma: passa oltre.” Da Salmo 569 VEDO ORA NELLA NOTTE TRISTE, IMPARO… Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)


