CONTRO IL MIO INTERESSE


Editoriale del 21 luglio 2015

Difficile razionalizzare le proprie attrazioni erotiche. Come cantava Oscar Carboni, “luna marinara, l’amore è bello se non s’impara” (e un celebre detto napoletano lo ribadisce: “o’cazzo nun vo’ pensieri”). Posso azzardare che la mia inclinazione per un paio di gambe femminili in calze a rete nere derivi dall’aver visto da bambino con un certo piacere una vicina di casa che le indossava, e da allora rappresentano per me un richiamo irresistibile. Ma non saprei motivare il rigetto schifato per l’abbronzatura che mi ha fatto da sempre ascoltare con sgomento le chiacchiere tra donne che, appena arriva l’estate, desiderano invidiose la pelle delle più scurite dal sole. A me fa impazzire una carnagione bianchissima, ultrapallida, e di questi tempi sono insanamente attratto dai pochi corpi femminili illuminati da un incarnato candido, ancora più seducente nel contesto, a mio modesto parere repellente, delle abbronzatissime. Tanto da rischiare di sbirciare con voluttà certe anziane dal biancore abbagliante, quasi cadaverico. Perché se riesco ancora ancora a concepire che la pelle scura risulti arrapante in una bella giovane, non c’è niente di più ributtante di una vecchia abbronzata. Perciò lo scrivo contro il mio interesse: da quest’anno un team di pensatori ha inventato uno “strumentopolo misterioso” per l’abbronzatura integrale. Si chiama Raidoree e consiste in un rocchetto cilindrico uguale a quello che le nonne usavano per avvolgerci il fllo. Le bagnanti di oggi se lo dovrebbero invece inserire tra le chiappe in funzione di dilatatore per permettere ai raggi solari di entrare, evitando che la parte del loro corpo dove, come per l’appunto si dice, non batte il sole non presenti ai margini quei segni bianchicci che infastidiscono gli ultra dell’abbronzatura. Chi gradisce potrà facilmente acquistare via Internet lo stupidissimo troiaio partorito da una perversa azienda francese, che lo pubblicizza entusiasta come “l’ecarte-fesses qui permet de se dorer la raie en gardant les mains libres”. Senza tacere l’effetto collaterale di beccarsi una dolorosa scottatura in zone delicatissime, l’invito per chi intende usare il Raidoree e per chi, come me, non ci pensa nemmeno, è il medesimo: che se lo mettano nel culo.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

da Boat Trip (2002) diretto da Mort Nathan

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