Il motivo per il quale non avrei mai potuto fare l’astronauta è uno solo: l’ick factor, il senso di repulsione che mi avrebbe impedito di bere l’acqua ricavata dal processo di purificazione delle urine, condannandomi alla disidratazione. Ed è l’ick factor a rappresentare l’ostacolo più grande negli USA per i sostenitori della potabilizzazione delle acque reflue. Ma dato che, soprattutto negli stati della “west coast”, la scarsità delle risorse idriche è un problema pressante, i tecnici e i ricercatori del settore si sono affidati ai professionisti della comunicazione i quali hanno suggerito di neutralizzare il senso di repulsione usando le acque reflue per produrre la bevanda più popolare al mondo, la birra.
E così è stata realizzata e presentata al pubblico la Epic OneWater Brew, una birra dalla “tonalità dorata e croccante e un caratteristico sapore fruttato…” (così la descrivono sui giornali statunitensi), prodotta con l’acqua delle docce e della lavanderia del Fifteen Fifty, un prestigioso condominio di San Francisco. La OneWater Brew non è l’unica birra prodotta con le acque reflue negli USA, è però la prima che utilizza le acque di scarico provenienti da docce e lavanderia di un condominio di lusso (la scelta non è stata dettata dal pregiudizio che vuole i ricchi più puliti dei poveri ma del fatto che quel condominio ha un sistema separato per la raccolta delle acque “nere” e di quelle “grigie”). Sempre meglio che la New Brew, la lager prodotta dal 2022 a Singapore utilizzando l’acqua delle fogne. Io non sono un’esperta di comunicazione, ma pensare di neutralizzare il disgusto per l’acqua prodotta dalla filiera “dal gabinetto al rubinetto” servendosi di una bevanda dal colore prevalentemente paglierino non mi sembra una grande idea. In più mi restano una perplessità e una preoccupazione. La prima riguarda la scelta di ricorrere alle acque reflue quando ci sono oceani da dissalare per ricavarne acqua potabile; la seconda riguarda la possibile escalation di questa storia del riciclo delle acque fognarie. Non vorrei che tirassero la corda e assieme alla birra ci servissero un hamburger di cacca, depurata beninteso.
Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)
“Sempre meglio che la New Brew, la lager prodotta dal 2022 a Singapore utilizzando l’acqua delle fogne.” Da DAL GABINETTO AL RUBINETTO – Editoriale di Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)



