DISCLOSURE DAY


Editoriale del 23 giugno 2026

Torna Spielberg. Il pubblico accorre in massa e la critica si divide. A un incasso di oltre 160 milioni di dollari in pochi giorni in tutto il mondo corrisponde la schizofrenia dei giudizi dei critici. I più entusiasti (Mariuccia Ciotta, Roberto Silvestri, Giona Nazzaro) si spellano le mani dagli applausi giudicandolo da 10, i più delusi (Alberto Crespi, Paolo Mereghetti, Roberto Escobar) lo liquidano come una favoletta infantile grulla e improbabile. Crespi scrive che “Disclosure day” sembra “Incontri ravvicinati del terzo tipo” diretto da un quindicenne. Dice così con l’intenzione di stroncarlo, invece credo che Spielberg sarebbe lusingato da questo giudizio: quale migliore elogio per un regista di 80 anni che attribuirgli lo sguardo           di uno di 15? Per Spielberg, che insieme a Martin Scorsese e Clint Eastwood è il più grande dei registi viventi, l’aggettivo “infantile” non è certo un’offesa; anzi, ha sempre cercato in tutti i modi di raccontare fiabe con gli occhi di un bambino, come “E.T.” e “Il GGG”, e di divertire il pubblico con il gusto avventuroso del fumetto d’epoca, come “Indiana Jones” e “Jurassic Park”. Questo suo ultimo film è uno spettacolo coi fiocchi, dura due ore e mezza che sembrano 40 minuti, la qualità della regia è stratosferica (a partire dall’incontro di wrestling iniziale) e, dietro la superficie di un plot ingenuo, ha il coraggio di affrontare i massimi sistemi. Emozionante e vulnerabile, spudorato ed etico, è un inno alla pace e un grido d’allarme contro la diffidenza, solo che per invitare a identificarsi con l’altro e a sentirsi dentro di lui, anziché sdottorare con dialoghi palloccolosi, fa arrivare dalla finestra un uccellino rosso che penetra sguardo e mente della protagonista. Una risibile americanata per il serioso critico cultore dei contenuti, un’avventura spirituale di spirito disneyano per gli spielberghiani di ferro. Un divertimento di potente spettacolarità per tutti gli altri.

Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

“Questo suo ultimo film è uno spettacolo coi fiocchi, dura due ore e mezza che sembrano 40 minuti,” Da DISCLOSURE DAY – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

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