Venerdì pomeriggio, tornando a casa dal supermercato, quando ho avviato il motore dell’auto si è accesa contemporaneamente anche la radio. Solo che, anziché sulla mia solita frequenza, RTL 102.5, si era sintonizzata su un altro canale: Radiofreccia. Me ne sono accorta immediatamente dalle voci più giovanili dei conduttori e dal ritmo delle conversazioni, più incalzante e meno rilassato di quello al quale sono abituata.
Ma poiché dovevo percorrere poco più di tre chilometri, e poiché la temperatura rovente dell’abitacolo, che il condizionatore faceva fatica ad abbassare, mi impediva di coordinarmi e di prendere iniziative, non ho cambiato frequenza.
Ed è stato così che ho appreso che una decina di giorni fa il cantautore Blanco ha sostenuto gli esami del biennio del liceo di scienze umane per poter accedere, in futuro, all’esame di maturità. E ho anche appreso che, secondo i conduttori del programma in onda, tra i giovani possedere un diploma sarebbe diventato “flexante”.
Quando poi, terminato di parlare di Blanco e degli esami, gli stessi conduttori hanno annunciato un brano musicale definendolo “slappante”, ho capito che dovevo aggiornare il mio vocabolario delle parole slang.
E dunque ora so che “flexare” vuol dire sfoggiare, vantarsi; che “slappante” significa pazzesco; e che la notizia degli esami di Blanco ha creato un discreto “hype”, cioè eccitazione, aspettativa, fermento, tra i suoi fan.
Ho anche imparato che definire una persona “bae” equivale a dichiararle un affetto speciale, perché “bae” sarebbe l’acronimo di before anyone else, prima di chiunque altro. Se “bae” ci sembra troppo impegnativo, possiamo sempre rivolgerci a una persona cara chiamandola “bestie”, dall’inglese best.
Le nuove generazioni — dai millennial alla generazione Z, fino alla generazione Alpha — sono particolarmente prolifiche e creative dal punto di vista semantico. Nei testi che pubblicano sui social, nelle canzoni dei loro idoli, nelle conversazioni digitali, le parole nuove nascono, si diffondono e invecchiano a una velocità impressionante.
E siccome le parole, e il modo in cui vengono usate, mi affascinano, cerco di tenere aggiornato il mio vocabolario. Sia chiaro però: non sono una “normie”, cioè un individuo senza personalità che segue passivamente le mode. Il linguaggio dei giovani mi basta capirlo. Non mi sogno di usarlo, col rischio che qualcuno soffocato dal “cringe” mi liquidi con un definitivo: “Ok, boomer”. Aggiungendoci, magari un “Bufu” – per il significato consultate a scelta il vocabolario Treccani o la pagina dedicata dell’Accademia della Crusca.
Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)
“Le nuove generazioni — dai millennial alla generazione Z, fino alla generazione Alpha — sono particolarmente prolifiche e creative dal punto di vista semantico. Nei testi che pubblicano sui social, nelle canzoni dei loro idoli, nelle conversazioni digitali, le parole nuove nascono, si diffondono e invecchiano a una velocità impressionante.” Da IL DIPLOMA È FLEXANTE – Editoriale di Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)



