DRONI, CAMERIERI E PICCIONI


Editoriale del 28 novembre 2013

Nel campo della ristorazione sembra che i droni, i piccoli aerei telecomandati, possano avere un futuro. Vengono già usati negli USA per consegnare pizze a domicilio e a Londra, nel ristorante YO!Sushi, un drone chiamato “cameriere volante” trasferisce i piatti dalla cucina ai tavoli con grande soddisfazione dei clienti. Che ne sarà della competenza, del sorriso e della gentilezza di un cameriere tradizionale?
In un noto locale veneziano del piccione in crosta che ho ordinato da una buona mezz’ora non c’è traccia. Quand’eccolo arrivare, finalmente. Sbocconcellato. Proviene da un tavolo vicino: il cameriere mi spiega che l’aveva erroneamente consegnato a un giapponese curioso e ora pretende, come se fosse la cosa più normale, che mangi un avanzo, un rifiuto. Incredulo e indignato, gli ordino di ripresentarsi con un altro piccione. Dopo pochi minuti quell’imbecille ricompare: è cambiato il contenitore ma il piccione è sempre lo stesso, pietosamente agghindato. Finisce che glielo lancio addosso assieme al vassoio. Un cameriere volante l’avrebbe schivato.

Tony Cinquetti
(Etica gastronomica)

COGLI L’ATTIMO

 

Sapori e dissapori (No Reservations 2007) diretto da Scott Hicks, con Catherine Zeta-Jones

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