Tra gli effetti minori del riscaldamento globale (calvizie irregolare nei cani messicani, pesto genovese a rischio per la scomparsa dei pinoli e così via) è da annoverarsi, dopo le dichiarazioni di Monsieur Lebrun, responsabile della Filiera della Patata Vallona, anche l’accorciamento di ben 2,5 centimetri delle patatine fritte belghe (“frites”), normalmente lunghe tra gli 8 e i 9 centimetri. Un’autentica catastrofe. Secondo i belgi, le loro patatine sono le più buone del mondo. Vengono fritte e rifritte in grasso bovino, posto che anche il grasso delle vacche di oggi non è più quello di una volta. L’ultima estate, inusualmente torrida, ha prodotto però patate molto più piccole del normale. Patate più piccole, “frites” più corti. Qualcuno sostiene che stiano restringendosi anche le cozze (i crostacei lo hanno già fatto), fondamentali componenti dei “moules frites”, il piatto nazionale belga. Non sappiamo se i belgi se ne faranno una ragione. Se la temperatura del pianeta non diminuisce, cozze, grasso delle vacche e patatine potrebbero restringersi ulteriormente, fino a sparire del tutto.
Marco Schintu
Ufficio pesi e misure di Aristan
L’ultima estate è stata inusualmente torrida e ha prodotto patate molto più piccole del normale (da EFFETTI MINORI DEL RISCALDAMENTO GLOBALE, editoriale di Marco Schintu)



