EL FURBÈTO IN GONDOLA


Editoriale del 12 febbraio 2016

Carnevale è finito ma prima che la pentolaccia impazzi
la mia maschera mi ha condotto sino al Ponte di Rialto.
L’uomo in gondola appena fuggito dai Piombi anticipa il mio desiderio.
«Fanciulla, lascia che ti accompagni sin dove nascono i sogni».
Voga in piedi sul mare di carta pesta.
Il movimento meccanico non accompagna il suo garbo da poeta.
«No, non è l’amore che vi offro, è poca cosa per me», aggiunge.
«Questo è un viaggio mitico verso le sensazioni più nobili del cuore».
Guardo Venezia magica la cui immagine tende a una luce domestica
e si espande la mia vita verso una nuova passione di parole e di cose.
«No, non sono un amante, ma un eroe che attraversa i cuori delle donne
per offrire loro un sogno di assoluta felicità». E’ festa a Venezia.
La maschera del mio gondoliere sorride con gli occhi tristi.
Davanti a lui c’è ciò che ha rifiutato tutta la vita.
«La più dolce delle morti…», sussurra.
Scappa tra i tetti, Casanova, con la sua noiosa libertà.
Non tornerà mai più.
E io resto nella marea di Fellini che ha spezzato gli incanti dell’esistenza
per ricordare che non esiste felicità per gli amanti.

Virginia Saba
(Autostoppista ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

provino di Alberto Sordi per il film “casanova” di Federico Fellini

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