EVOLUZIONE INVERSA


Editoriale del 6 agosto 2015

Musetto di scimmia, la baby-orango che ho adottato nelle scorse settimane, cresce velocemente. Ha già braccia lunghe e mani da cestista. Con un modesto contributo finanziario – pochi dollari l’anno- l’ho sottratta a una vita di stenti. Non posso TRASFERIRMI da lei a Sumatra, né tantomeno lei vorrebbe venire ad abitare con me. Voglio però che Musetto di scimmia conosca meglio l’uomo che ha preso il posto del suo papà, andato in fumo assieme alla mamma e alla foresta pluviale negli incendi appiccati per far posto alle piantagioni di palma da olio. Così le ho inviato qualche mia foto, quelle dove mi sembra di avere più sembianze scimmiesche, giusto per venirle incontro. Una foto in cui mi gratto la testa, una dei tempi della scuola in cui penzolo dal ramo di un albero, un’altra in cui, indicato da una freccia, esibisco sul dorso una fitta peluria, tra una folla di bagnanti in una spiaggia d’agosto. La sua preferita però, a sentire Lisa Mellingkamp, la direttrice dell’Orangutan Rescue Center, è la foto in cui mi limito a sorridere, ripreso di profilo. Lei, da parte sua, mostrava già sembianze umane. Musetto di scimmia, tesoruccio, non siamo poi così diversi.

Tony Cinquetti
(Etica gastronomica)

COGLI L’ATTIMO

 

da 2001 Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick

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