FUGGE LA PROSPETTIVA NEVSKIJ, COME UNA FUGA DI BACH


Editoriale del 6 novembre 2015

San Pietroburgo. Vivo in Russia e dipingo per sopravvivere. Mi sento una latitante in continua fuga dalla superficialità e dalla Ridondanza di emozioni mal espresse. Per non farmi scoprire mi rifugio nella finzione della tela. Un dolore allucinante, smettere di amare. Ma ho i colori a tempera e a olio, acquarelli, matite, pennelli, acqua ragia.
Passeggio per la Dvorcovaja Ploščad’. Poso il cavalletto non poco distante da due giovani illuminati dalle Notti Bianche. Il viso di lei sposa un incarnato rosa Isabella, rosso mirtillo sugli zigomi. Il sorriso di lui veste la nuda e spiazzata Piazza. Il loro bacio non ha né forma né tonalità.
Alessandro I vigila dall’alto sulle loro labbra di pesca. Abbandono la tela incompiuta su una panchina. In lontananza fugge la prospettiva Nevskij, come una fuga di Bach.

Giulia De Rossi
(pittrice di Aristan in Russia)

COGLI L’ATTIMO

 

Prospettiva Nevski (Battiato 1980) nell’esecuzione di Alice

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