GLIFOSATO NELLA BIRRA? CHE ORRORE!


Editoriale del 3 marzo 2016

La presenza di glifosato in molti prodotti alimentari, cereali inclusi, sta suscitando panico e timori incontrollati a livello planetario. Il glifosato è l’erbicida più venduto al mondo e nel 2015 è stato dichiarato dallo IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS) un probabile cancerogeno umano. Colpiscono in particolare le preoccupazioni per la salute dei bevitori di birra, dopo che in Germania residui del pesticida sono stati trovati nella bevanda più consumata. L’industria tedesca ha espresso orrore. C’è chi sostiene, minimizzando, che si tratta di quantità molto piccole: per assumerne una dose pericolosa occorrerebbe bere mille litri di birra al giorno; altri, al contrario, affermano che trattandosi di sostanza cancerogena non esiste una soglia considerata sicura. Nessuno però sottolinea che in tutto il mondo, da sempre, si beve birra a cuor leggero nonostante contenga, in quantità variabili dal 3 al 7 percento, una sostanza il cui consumo è stato classificato dallo IARC nel 2012 come cancerogeno umano certo: si chiama ALCOL ETILICO.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Trainspotting (1996) diretto da Danny Boyle e tratto dal romanzo omonimo di Irvine Welsh del 1993.

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