IL BELLO DEL BADMINTON


Editoriale del 1 agosto 2024

Per uno sportivo del mio calibro le Olimpiadi sono come il Louvre, migliaia di opere in esposizione, le ho sempre viste tutte senza averne visto neanche una, mi resta in mente solo l’immensità delle sale. Delle Olimpiadi più delle imprese sportive mi colpiscono le vicende umane. Un sollevatore di pesi kazako ha conosciuto una lanciatrice di martello rumena, si sono fidanzati e hanno sfondato un letto di cartone; un peso mosca afgano fa il cameriere in Turchia e riesce a portare cinque piatti alla volta servendo prima le signore. Un campione di tiro con l’arco di Suriname ha fallito perché ha da poco perso il cane, è morto intendo dire. In pedana sono comparse una schermitrice egizia incinta di sette mesi e una brasiliana che ha combattuto nonostante un tumore al coccige. La quasi mamma è riuscita a battere un’americana che dicono cucini bene. “Potevano sembrarvi due atlete sulla pedana, in realtà eravamo in tre. Io, la mia avversaria e il mio bambino che sta per nascere”, ha detto. Uno dei tre era un uomo, il regolamento non aveva previsto questa eventualità, verrà squalificata. Quella col tumore è svenuta per il dolore, è stata operata il giorno dopo.

Al torneo di badminton per la Francia si presenterà il cognato di Belfagor, al Louvre l’avevo già notato nell’ala Denon, all’ingresso della quarta sala, al primo piano.

Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

“In pedana sono comparse una schermitrice egizia incinta di sette mesi e una brasiliana che ha combattuto nonostante un tumore al coccige” Da IL BELLO DEL BADMINTON – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

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