IL CANE DI MIO PADRE


Editoriale del 25 luglio 2024

Sta bene solo con il suo cane, mio padre. È un labrador nero che qualche anno fa ha portato da Bucarest. Non saprei dirvi perché fosse andato a Bucarest, non saprei dirvi cosa diavolo ci facesse a Bucarest. O forse sì: niente, proprio niente. Andava in posti dove non aveva nessun motivo per andare. A Macerata, che cazzo ci faceva a Macerata? Di sicuro da Bucarest non pensava di tornare con un cane e invece è tornato con quel cane. Lo ha chiamato Lucianu, un nome che per strada vedeva scritto sui grossi camion di una ditta di trasporti. Quando lo ha preso era un cucciolo moribondo per le percosse ricevute. L’ha curato, l’ha rimesso in piedi, l’ha educato a dovere. Ora gli sta insegnando a suonare la tromba, è stato un grande trombettiere mio padre.

Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

“Ora gli sta insegnando a suonare la tromba, è stato un grande trombettiere, mio padre.” Da IL CANE DI MIO PADRE – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

« Archivio »

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA