IO STO COL PADRE DELL’ASSASSINO


Editoriale del 29 luglio 2024

La tragica storia è nota ed è stata sviscerata sino alla morbosità dai media: la giovane Giulia Cecchettin è stata accoltellata e uccisa dal suo ex fidanzato Filippo Turetta, reo confesso.

È una storia terribile e giustamente ha sollevato una enorme ondata di indignazione (anzi mi chiedo come mai gli infiniti, efferati casi analoghi siano relegati quasi a comunicati di routine), ma non è di questo che voglio parlare, non è questo il punto.

Qualche giorno fa Nicola Turetta, padre di Filippo, si è recato in carcere per visitare il figlio e la sua conversazione è stata, come è ovvio, registrata dagli investigatori e poi, e questo non è ovvio ma criminale, data in pasto alla stampa.

Nel corso della conversazione il padre dell’assassino ha pronunciato questa frase:

“Fatti forza, non sei l’unico, ci sono più di 200 femminicidi. Hai fatto qualcosa, però non sei un mafioso, non sei uno che ammazza le persone, hai avuto un momento di debolezza. Non sei un terrorista”.

Una frase che, dopo essere stata diffusa, ha suscitato un’altra furibonda ondata di indignazione che ha coperto Nicola Turetta di merda.

Ora io mi chiedo, ed è esattamente questo il punto, cosa deve fare un padre rivolgendosi a un figlio (truce, feroce quanto volete) annientato dalle conseguenze del suo gesto? Deve rincarare la dose? Deve scaricargli addosso tutto il suo sdegno, le sue recriminazioni, la sua rabbia? O non deve forse con tutte le sue forze, disperatamente, cercare di offrirgli un qualsiasi conforto, a costo di arrampicarsi sugli specchi, a costo di dire frasi politicamente scorrettissime?

Ebbene in questo caso io sto con Nicola Turetta, il padre dell’assassino.

Giro invece molto al largo da Gino Cecchettin, padre della vittima, che del resto non potrei raggiungere facilmente perché in questo momento è in giro per l’Italia impegnatissimo a promuovere il suo libro “Cara Giulia”.  Uno stile, il suo, che ricorda molto quello della mamma, la nonna di Giulia, che in ogni intervista sulla morte appena avvenuta della nipote, trovò il modo di pubblicizzare una sua mostra.

Filippo Martinez (padre)

“Uno stile, il suo, che mi ricorda molto quello della mamma, nonna di Giulia, che in ogni intervista sulla morte appena avvenuta della nipote, trovò il modo di pubblicizzare una sua mostra.” Da IO STO COL PADRE DELL’ASSASSINO – Editoriale di Filippo Martinez (Padre)

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