La vita di noi donne, alle volte non ha nulla da invidiare ai trasformismi di Arturo Brachetti o alle imprese dell’acrobata Philippe Petit, una perenne ricerca dell’equilibrio perfetto. Per conquistare dobbiamo essere tutto e l’opposto di tutto. Materne, ma non soffocanti. Dolci, ma con carattere. Femminili, ma non troppo provocanti. Intelligenti, ma guai a sovrastare la conversazione. Emancipate, ma pronte a rivestire (anche) i panni della casalinga. Sempre un passo avanti, ma anche uno indietro, come se la nostra vita fosse una perenne lezione di mambo.
In questo “equilibrio instabile”, per par condicio, è però recentemente caduto anche l’uomo che per piacerci si è trasformato in un Giano bifronte. Forte, ma fragile. Protettivo, ma non ossessivo. Sicuro di sé, ma sempre pronto a prendersi in giro. Sportivo, ma non palestrato. Curato, ma non vanesio. Elegante, ma non vittima della moda.
Equilibri difficili da gestire che rasentano la schizofrenia. Ma se ciò può consolare, non siamo soli. A portare il peso di quest’impresa c’è anche un piccolo uccello australiano, l’uccello giardiniere.
Questi uccelli devono il loro nome alla costruzione di caratteristiche “pergole”, utili solo per il corteggiamento, che i maschi allestiscono con una cura quasi maniacale. Infatti, dopo aver intrecciato dei ramoscelli e delle foglie ed innalzato queste capanne, le adornano con penne colorate, tappi, conchiglie, fiori, pezzi di vetro e quant’altro trovano nei paraggi, tutto rigorosamente blu. Finita l’opera, rimangono in attesa delle femmine. Quando poi una femmina si avvicina, il maschio inizia, con un pezzo della sua collezione nel becco, la sua parata fatta di suoni improvvisi, corse scattanti e spiegamento d’ali. Il messaggio è chiaro: “più saltello più sono un maschio in buona salute”, perciò più i corteggiamenti sono intensi, più il successo dovrebbe essere assicurato. Ma non sempre è così. Infatti, se è vero che i maschi devono mostrare tutto il loro vigore, è anche vero che questi movimenti possono spaventare le femmine che, sentendosi aggredite, alle volte battono in ritirata ancor prima che il maschio abbia finito il suo “brutale” corteggiamento. Nel corso dell’evoluzione il suo corteggiamento è diventato perciò variabile, sensibile ai segnali delle femmine in modo da riuscire a corteggiarle senza correre il rischio di allontanarle impaurite. Ardente e passionale con le femmine più sicure, ma pronto a cambiare passo e a rallentare con le femmine più timorose. Una comunicazione continua all’interno della coppia in un meraviglioso gioco seduttivo dalle regole fluttuanti.
Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)
“In questo “equilibrio instabile”, per par condicio, è però recentemente caduto anche l’uomo che per piacerci si è trasformato in un Giano bifronte.” Da IL FASCINO DEL GIARDINIERE – Editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)



