IL FASCINO DELLA VIOLENZA


Editoriale del 6 febbraio 2026

Le neuroscienze hanno svelato il perché il gioco del calcio, il rugby, la box, il tennis, ecc., affascinano chi li pratica e provocano le stesse emozioni negli spettatori.

Il fascino di questi sport nasce dall’attrazione eterna per la lotta e la violenza, che sono presenti in tutti gli animali e sono necessarie per ottenere e mantenere importanti risorse come cibo, partner e territorio.

Il famoso libertino Giacomo Casanova scriveva nel 1798: “Tutte le creature hanno l’inclinazione decisa e invincibile di distruggere il loro nemici e nulla è più ragionevole perché l’istinto della conservazione fa loro desiderare e cercare con ogni forza la distruzione di tutto ciò che può loro nuocere”.

Dopo quasi 3 secoli, le neuroscienze hanno scoperto perché l’aggressività dà piacere come il sesso o la droga.

Era noto che la dopamina viene prodotta e rilasciata nel cervello (in un’area chiamata nucleo accumbens) in risposta a stimoli fondamentali per la sopravvivenza dell’individuo e della specie, come il cibo e il sesso. Questo “neurotrasmettitore” genera le risposte emotive, sensoriali e motorie in risposta a quegli stimoli: il desiderio, il piacere, la motivazione (la voglia e l’energia atte a consumare l’oggetto del desiderio).

Più recentemente è stato scoperto che anche la lotta, il conflitto e, soprattutto, la vittoria inducono un rilascio di dopamina nel cervello.

L’animale da esperimento, un topo maschio, aggredisce e uccide un intruso, nel suo territorio e impara a premere la leva che permette l’ingresso di un altro intruso, che verrà aggredito e ucciso come il primo. Dopo ogni vittoria il topo emette “vocalizzazioni ultrasoniche”, l’omologo dei clacson dopo la vittoria della squadra del cuore. Il comportamento del topo è associato e dipendente dal rilascio di dopamina, che aumenta durante il desiderio, la lotta e, soprattutto, dopo la vittoria. Non ha sorpreso i ricercatori scoprire che tutta l’aggressività scompare se il topo, o l’uomo, riceve un farmaco che inattiva la dopamina.

L’uomo ha trasmutato il piacere dell’aggressione nel rito della contesa sportiva, dove la violenza istintiva è autodisciplinata da norme e controllata da un arbitro, inoltre ha sostituito, nel videogioco, il nemico con un avversario virtuale. Un recente videogioco, chiamato Player Versus Player (PVP), consiste nell’uccidere, virtualmente, il giocatore di un’altra postazione, un’emozione più esaltante che uccidere un mostro o un extraterrestre.

La scoperta dei Neuroni Specchio può chiarire perché godiamo o soffriamo nel vedere il nostro giocatore realizzare o mancare un rigore. La capacità che hanno gli uomini di immedesimarsi nelle emozioni e nei sentimenti degli altri, l’empatia, è sostenuta dai Neuroni Specchio che si attivano non solo quando una persona compie un determinato movimento o prova un’emozione, ma sono attivati in sintonia con i movimenti e le emozioni altrui. Sono questi i neuroni che ci fanno godere o soffrire per “interposta persona”.

Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)

“Più recentemente è stato scoperto che anche la lotta, il conflitto e, soprattutto, la vittoria inducono un rilascio di dopamina nel cervello.” Da IL FASCINO DELLA VIOLENZA – Editoriale di Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)

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