IL PEGGIOR DIFETTO


Editoriale del 21 maggio 2013

Il peggior difetto per un insegnante è quello di essere moscio, triste e insicuro. Lo scrive in “Le nove regole della scuola” (tradotto da Rizzoli) Bernhard Bueb, direttore di un collegio tedesco, che, giunto alla pensione, intende mettere a frutto l’esperienza di una vita, proponendosi come guida per un buon insegnamento ai presidi e ai docenti. Proprio la mancanza di una guida è la causa, secondo Bueb, di tutti i problemi che affliggono l’istruzione. Se chi insegna non sa o non vuole più proporsi come un punto di riferimento per gli studenti, tutto il suo lavoro sarà vano. Quali sono le nove regole? Eccole: conosci te stesso; bisogno di una guida; fidati, pretendi e proteggi; sii un esempio; stabilisci obiettivi chiari; aumenta la tua autostima; dividi le responsabilità; la calma vince; non aspettare la politica, agisci tu stesso. E il consiglio raccomandato ai professori è “dovete sempre agire come se foste la persona più rilassata del mondo”. Perché “l’entrata nella scuola è una promessa di felicità” che, nella maggior parte dei casi, sarà tradita da un sistema pigro e avaro di emozioni. Invece, solo “meraviglia e passione fanno sì che il sapere si radichi nel nostro cuore”. La denuncia di un apparato burocratico ingessato, che non prevede valutazioni degli insegnanti né possibilità di licenziamento (solo di trasferimento, e con molte difficoltà), si riferisce al contesto tedesco, rispetto al quale quello italiano ci appare ancora più imbrigliato. Citando a piene mani dalla Bibbia, Bueb dimostra come solo chi ama se stesso sia in grado di amare anche il prossimo e come l’autostima sia alla base di ogni possibile crescita di docenti e discenti. “La vera felicità, infatti, è ciò che provano coloro che riescono a dare un senso alla propria vita poiché sono soddisfatti della propria esistenza”. Basterebbe entrare in una qualsiasi aula insegnanti per uscirne scoraggiati.

Fabio Canessa
(preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Be Cool (2005) diretto da F. Gary Gray, con John Travolta e Uma Thurman, Harvey Keitel

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