IMMOBILE VIAGGIATORE


Editoriale del 20 aprile 2013

L’immobile viaggiatore giace sulla panchina della stazione, il capo riverso, innaturale, sulla propria spalla. Sullo sfondo viaggiatori inebetiti nell’inconcepibile visione. Alcuni sono in partenza e altri arrivano, ma nessuno è curioso di conoscere il suo vero destino.
Cosa è morto e cosa è vivo in questa sala d’aspetto?
Un monaco buddista si avvicina, gli stringe una mano, in segno d’accoglienza, e con l’altra mette in ascolto il suo cuore, per assorbire l’ultimo flusso del ‘qi’.
“Non so a che punto sia del tuo viaggio, forse questa stazione è solo un punto di passaggio della tua traiettoria. Raccolgo l’ultima flebile inerzia del tuo copro, per muovere tutto ciò che ti circonda, e ridare vita ai viaggiatori senza meta”.
Mi fido del monaco: il suo sguardo è pacifico, lui ha sempre guardato alle cose con lo stesso rispetto degli uomini, e ora questi corpi sono cose tra le altre cose.

Alessandro Chessa
(Econofisico di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Amici miei (1975) diretto da Mario Monicelli

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