Non siamo i soli a saper guidare. E come spesso accade quando trovo che altre specie condividono aspetti ritenuti peculiari della nostra specie, mi sento “biologicamente” meno sola. Questa volta a farmi sentire in buona compagnia, sono un simpatico gruppo di ratti addestrati dai ricercatori dell’Università Richmond, Stati Uniti.
Questi ratti hanno in poco tempo imparato ad usare una piccola automobile, accelerando e muovendo una sorta di volante, per arrivare in un punto preciso del campo di addestramento, dove possono ottenere la ricompensa, un cereale Froot Loops di cui sono ghiotti. Ciò non stupisce chi conosce le incredibili doti cognitive di questi roditori.
Quello che stupisce sono alcuni dettagli di questa ricerca. In particolare, sono due gli aspetti che hanno aumentato, se mai fosse possibile, la mia ammirazione per questi novelli Nuvolari.
La prima, sempre legata alla guida, è che se posti di fronte alla scelta se raggiungere direttamente e in minor tempo la ricompensa o al contrario fare prima un giro panoramico sulla loro nuova Rat-mobile, i ratti sceglievano la seconda opzione, dimostrando così che provavano piacere a guidare, indipendentemente dalla ricompensa. Come a voler dare più valore al viaggio che alla meta, idea meravigliosamente espressa in una delle più belle poesie mai scritte, Itaca di Costantino Kavafis.
“Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze…”
Ma se questo non fosse sufficiente a far diventare i ratti i vostri nuovi idoli, il secondo aspetto lo sarà.
Compreso che questi ratti non vedevano l’ora di mettersi al volante, i ricercatori hanno voluto testare il valore della loro “gioia dell’attesa”. Alcuni di loro sono stati addestrati ad aspettare 15 minuti per avere un cereale, mentre al gruppo di controllo questa ricompensa veniva data subito.
I risultati hanno evidenziato che i ratti che dovevano aspettare per l’ottenimento della ricompensa, mostravano un passaggio da uno stile cognitivo pessimista ad uno ottimista, calcolato con un test disegnato per individuare il livello di ottimismo di un ratto. Inoltre erano diventati più bravi a risolvere alcune prove cognitive. In pratica la gioia dell’attesa di un evento sospirato li aveva migliorati.
Il valore positivo del desiderio, la felicità di un’attesa, come l’emozione provata dai bimbi alla vigilia di Natale, è un qualcosa di importante che andrebbe coltivato, come ben sanno i miei piccoli, saggi, roditori.
Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)
“Non siamo i soli a saper guidare. E come spesso accade quando trovo che altre specie condividono aspetti ritenuti peculiari della nostra specie, mi sento “biologicamente” meno sola.” Da INASPETTATI PILOTI – Editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)



