Salmo 481 COME IN PRINCIPIO


Editoriale del 21 dicembre 2024

Non essere troppo giusto

e non mostrarti saggio oltre misura:

perché vuoi rovinarti?

Credenti o non credenti stenteranno a credere che questo suggerimento sia contenuto nella Bibbia.

Ai credenti hanno fatto di tutto per non leggerglielo la domenica e nemmeno nei giorni feriali.

Per la lettura privata, poi,

in quella che sino a sei anni fa era considerata la traduzione “ufficiale”

(ci riflettano i fedeli-ultrà che prendono “ufficiale” per “eterno”),

si erano premuniti di sostituire a un inequivocabile ebraico “giusto” (tsaddîq)

un’espressione più banalmente facilitante: non essere troppo scrupoloso. 

Solo ora, e non tutti, hanno avuto finalmente il coraggio di tradurre onestamente,

staccandosi dal mucchio dei falsi imbonitori e dei sinceri ignoranti.

I non credenti, dal canto loro, convinti o indifferenti,

sono così stufi di vedere o sentire fanatici di santità universale

che stentano a credere che la bibbia dia ragione a loro.

Credente e insieme non credente,

vado a verificare al capitolo 7, versetto 16, di un libro dalle molte voci:

e invece del Dio basso tragico o tenore strapotente,

sento un nome di donna, si chiama Qoèlet,

compagna preoccupata della mia sorte e della sua,

che intima mi supplica:

«ti prego, per la tua vita e per la mia,

non essere troppo giusto

e non mostrarti saggio oltre misura:

perché vuoi rovinarti»,

Ed ecco che, approfittando della sorpresa, aggiunge:


Non essere troppo malvagio
e non essere stolto.
Perché vuoi morire prima del tempo?

La cosa mi sorprende, ma la voce no:

ho imparato a conoscerla quando è promessa.

Lei non mi sta suggerendo una banale e senza coraggio via di mezzo.

C’è un segreto da desiderare per capire e per capirsi.

Togliendoti, o Dio quella voce di compagna,

i Grandi, non più Inquisitori ma Imbonitori sì,

preferiscono offrire, di domenica e anche dopo, se facesse,

piatti pronti per feste controllate.

Ma alla faccia di precauzioni e preservativi benedetti a farti sterile,

tu parli ancora,

e crei cose diverse, o Dio,

come in principio.

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

“tu parli ancora,

e crei cose diverse, o Dio,

come in principio.”

Da Salmo 481 COME IN PRINCIPIO – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

« Archivio »

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA