INTERCETTAZIONI


Editoriale del 10 aprile 2015

Ascoltando le intercettazioni, mi stupisce che ci sia un sacco di gente che vuole far sapere i fatti propri alla nazione. E nelle intercettazioni confida. La telefonata diventa scandalosa solo se oltre alla rivelazione di un traffico di mazzette, uno aggiunge “salutami quella troiona di Genoveffa”. Basterebbe togliere i saluti. Giusto abolire ciò che non attiene al penale o al moralmente rilevante, anche se molto si sta facendo per normalizzare l’indecenza. Nel ’68 avevamo tutti paura di avere il telefono sotto controllo, ogni disturbo era sospetto. Una tecnica era l’inversione: “Ciao Mario. Hai sentito le accuse volgari che hanno fatto ad Andreotti?” – “Non me ne parlare, quel santuomo!” – “Dicono che ha dato un bacio a un mafioso” – “E Nietzske allora, che ha dato un bacio a un cavallo?” – “Un cavallo di Mangano?” – “Mangano chi? Lo stalliere di Arcore?” – “Ma quale! Un fratello di Silvana, quella di riso amaro” – “Riso Scotti? Quello della DC?”. Quelli erano tempi veramente caldi e noi eravamo prudenti, temevamo anche le gazzelle. Adesso hanno tutti imparato a cadere dalle nuvole.

Nino Nonnis
(Sa cavana di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Riso amaro (1949) diretto da Giuseppe De Santis, con Silvana Manga

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