LA COMODITÀ DI VIVERE SCOMODI


Editoriale del 18 luglio 2021

Le emozioni sono necessarie, come il cibo, come l’acqua e come la ragione. A volte vengono in forma di valanga, a volte sono lievi percezioni, con tutte le vie di mezzo. Nascono, tramontano, abbagliano, riscaldano, infiammano, splendono, picchiano come il sole. L’incanto o l’orrore che ne deriva è quasi sempre frutto della manipolazione della realtà, capaci come siamo di filtrarla e tradurla a nostro piacimento. Sono risposte a domande cui siamo certi di rispondere. Quasi sempre facciamo tutto da soli, ma è così comodo credere nell’esistenza di una fonte esterna di meraviglia, paura, gioia, rabbia o disgusto. Possiamo così vivere nella speranza di un’energia che ci intercetti e tiri fuori da noi risposte che ancora non conosciamo: dio, il diavolo, l’universo, un uomo, una donna, un amico. Altro da noi. È un metodo troppo comodo per vivere scomodi.

Giovanna Ferraro (Assistente di volo ad Aristan)

“L’incanto o l’orrore che ne deriva è quasi sempre frutto della manipolazione della realtà, capaci come siamo di filtrarla e tradurla a nostro piacimento.”
Da LA COMODITÀ DI VIVERE SCOMODI – Editoriale di Giovanna Ferraro (Assistente di volo ad Aristan)

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