LA CUCINA DELLE LUMACHE


Editoriale del 26 settembre 2013

Avrei voluto spiegarvi perché piangono così tanto le lumache prime di finire in padella. Dopo essere state tenute per qualche giorno a spurgare, vengono lavate tuffandole e rituffandole in un bagno di sale e aceto: non potete nemmeno immaginare cosa patiscono, un autentico calvario. E invece non ho trovato Jordi, il cuoco del ristorante di Barcellona in cui mi reco quando ho voglia di mangiare “caracols”. Doveva darmi ragione di tanta efferatezza, ma il padrone del locale, in lacrime, mi ha detto che adesso a soffrire è lui, non le lumache. Jordi lo ha lasciato, è fuggito qualche settimana fa “sin ni una ola ni un adiós” con un turista francese che aveva servito a tavola. Un amore a prima vista. Secondo il padrone i due sono scappati a Mikonos, per altri hanno impiantato un allevamento di oche nel Périgord. Senza Jordi le lumache del locale non sono più così buone. A mio parere, il nuovo cuoco non ha il coraggio di mettere abbastanza sale e aceto sulle loro ferite.

Tony Cinquetti
(Etica gastronomica)

COGLI L’ATTIMO

 

da Aenigma (1987), horror diretto da Lucio Fulci

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA