Quando ammazzavano un padre di famiglia dalle mie parti, la moglie riponeva l’abito intriso di sangue nel mobile dei suoi figli in modo che ogni mattina i ragazzi vedessero l’anima straziata del padre appesa alla gruccia quando cercavano un maglione da indossare.
Così in loro montava l’odio.
Giorno dopo giorno.
Divenuti grandi, sapevano cosa fare per non soffrire più quel quotidiano dolore.
Quando il nemico veniva deposto nella stanza buona con i piedi rivolti verso la porta, i ragazzi si fermavano davanti alla sua casa senza entrare, mentre la madre finalmente lavava quel vecchio abito appeso alla gruccia: il sangue era stato lavato e l’onore era salvo.
Perché solo l’onore conta: ogni debito si paga, ogni nodo viene al pettine.
Quando ammazzavano un padre di famiglia dalle mie parti, in una famiglia calava il buio.
E questo velo di dolore veniva cancellata quando la moglie del padre di famiglia, dopo tanti anni, appendeva sul balcone l’abito del morto, esibendolo lindo e profumato mentre in chiesa le campane suonavano a morto.
La madre stava a casa.
I figli lindi e lustri al bar.
Loro avevano ucciso ma lei e solo lei era vendetta.
Non aveva mai detto niente ai suoi figli.
Semplicemente riponeva i loro abiti puliti a fianco a quello sporco di sangue.
E sapevano loro che il sangue solo col sangue si salva.
Loro avevano ucciso.
Ma lei era la forza.
Lei aveva dato loro la forza.
Era lei l’undicesimo arcano.
È la donna l’undicesimo arcano.
La forza.



