LA MACCHINA PERFETTA


Editoriale del 18 marzo 2015

Quando, da piccola, guardavo mia nonna dipanare le matasse di lana, osservavo incantata il serpeggiare di quel filo ritorto, non riuscivo a capirne i percorsi, ma magicamente lo vedevo riordinarsi in perfetti gomitoli. Mi piaceva che in quel groviglio primitivo si celassero forme ancora non create, idee tutte da sviluppare. Mi sento attratta nello stesso modo quando mi imbatto nella matassa ruvida della burocrazia, nel potere degli uffici, e ne subisco il fascino terrificante. Penso a quanti embrioni di idee e invenzioni restano congelati lì per un tempo indefinito. C’è da restare stupefatti, la sensazione di percorrere una meravigliosa scala di Escher in cui tutto è assurdo e possibile. Una macchina perfetta, nata dal matrimonio prolifico tra genio e idiozia, si affina col tempo e ha un solo nemico: gli amici. Senza amici, sopporterai l’insopportabile e compirai azioni memorabili fino al giorno in cui, finalmente, uscirai alla luce, debilitato ma vincente e avrai storie moderne da raccontare, in cui l’eroe..sei tu.

Eugenia Pignataro Atzeni
(Rabdomante ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Banana Joe (1982) diretto da Steno, con Bud Spencer

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