Ho una fede incrollabile nella bellezza della vita.
Noam Chomsky scrisse 70 anni fa in “linguistica strutturale” che tutti gli esseri umani avevano la stessa comune struttura linguistica.
Le neuroscienze hanno dimostrato che la sua intuizione era giusta.
Abbiamo una specie di software che è comune a tutti gli esseri umani e si chiama amigdala, perché ha la forma di una mandorla.
L’amigdala è un particolare agglomerato di nuclei nervosi, che ha sede nella parte più interna di entrambi i lobi temporali del cervello: trasforma le emozioni in informazioni di stimoli provenienti dal mondo esterno, dall’interno del corpo e dal cervello, come pensieri e ricordi. Non c’è alcuna distinzione tra stimolazione “reale” esterna e “immaginata” interna.
E qui io sto.
Nel miracolo dell’amigdala, confondendo stimolazioni reali e immagina te, all’interno di questa mandorla sacra che rappresenta la sacra trinità: Dio è il mallo, l’involucro duro è la Madre, il frutto è Gesù.
Io qui sto.
Nella magia della creazione sensibile, a trasformare gli eventi in creazione sensibile.
Amo la vita, perché mi consente di camminare da fermo, di volare da seduto, di vivere da immobile.
E nella vita serbo la mia fede incrollabile.
Una fede che supera le ragioni dell’esistenza, che supera la vita e la morte.
Sono mille volte caduto e mille volte mi sono rialzato.
Per la mia fede.
Aristotele nel capitolo 4 del De interpretazione dice:
“Or dunque, i suoni della voce sono simboli delle affezioni che hanno luogo nell’anima e le lettere scritte sono simboli dei suoni della voce. Allo stesso modo poi che le lettere non sono medesime per tutti, così neppure i suoni sono i medesimi; tuttavia suoni e lettere risultano segni, anzitutto, delle affezioni dell’anima che sono le medesime per tutti e costituiscono le immagini di oggetti già identici per tutti”
Vivo della musica delle parole, fermo nella mia fede.
Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)
“Sono mille volte caduto e mille volte mi sono rialzato. Per la mia fede.”
Da LA MIA FEDE – Editoriale di Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)



