Ascolta come mi batte forte il tuo cuore


OGGI AL THOTEL la seconda lezione del Corso di poesia contemporanea

Il Corso di poesia contemporanea per la seconda lezione si sposterà (momentaneamente) dal College di S. Efisio al Thotel. A seguire il calendario completo delle lezioni. Salvo imprevisti dovrebbe essere definitivo. Chi non è potuto venire alla prima lezione ha ottime occasioni per rifarsi.
Per ogni ulteriore informazione e per le prenotazioni potete scrivere a segreteria.aristan1@gmail.com oppure telefonare al 338 8933196.

UNIVERSITÀ DI ARISTAN
DA GARCIA LORCA A VASCO ROSSI – Corso di poesia contemporanea 2018
Docente Filippo Martinez
Calendario
Le lezioni si terranno a Cagliari sempre alle 19,15 (ingresso dalle 18,15)

1 – MERCOLEDÌ 18 APRILE – College Univeritario di S.Efisio via Mons. Cogoni (traversa via Cadello)
La poesia non è di chi la scrive, ma di chi gli serve – Massimo Troisi
(La poesia sa infischiarsene dei luoghi deputati: è sempre libera e sconvolgente)
*

2 – MARTEDÌ 24 APRILE
Ascolta come mi batte forte il tuo cuore  Wislawa Szymborska
(Tradurre i sentimenti vuol dire, volta per volta, reinventarli)

 

3 – GIOVEDÌ 3 MAGGIO – College Univeritario di S.Efisio
Per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare? – Totò E Peppino 
(Il futuro e il passato sono abili travestimenti del presente)

4 – GIOVEDÌ 10 MAGGIO – College Univeritario di S.Efisio
Visto che tutti gli altri posti erano occupati ci sedemmo dalla parte del torto – Bertold Brecht
(Fenomenologia del “Diavolo Custode”) 

5 – MARTEDÌ 15 MAGGIO – College Univeritario di S.Efisio
Gli angeli sanno volare perché si prendono con leggerezza – Gilbert K. Chesterton
(La semplicità è complicata)

6 – MARTEDÌ 22 MAGGIO – College Univeritario di S.Efisio
Se si nega ai tremolanti il diritto di tremolare, dove va a finire il mio diritto di non tremolare? – Gaetano Salvemini (Senza l’etica l’umanità non esiste)

7 – MARTEDÌ 29 MAGGIO – College Univeritario di S.Efisio
Piaciuto tutto, capito niente – Giampaolo Talani (epigrafe sulla sua tomba)
(I guru, spesso, gureggiano)

 


 

LA SCUOLA AI TEMPI DI YOUTUBE

Editoriale del 24 aprile 2018

E’ molto penoso e sgradevole commentare gli atti di soperchieria ai danni degli insegnanti messi in video su YouTube, perché a dire quel che pensiamo si rischia il cinismo. Intanto temiamo che non sia un segno dei tempi e che queste cose siano sempre successe. Solo che adesso si vedono filmate e prima no, perché non c’era la rete. Così come i soprusi e le violenze negli asili e nelle case di riposo. Sospettiamo al contrario che nel passato fossero più diffusi e frequenti, però nascosti. Il teppismo mediatico di ragazzi prepotenti contro inermi professori è certo da condannare e punire con durezza e senza esitazione. Ma quelle umiliazioni non sono state inflitte a un povero mendicante sconosciuto nel parco, bensì a un docente in cattedra. Ed è indubbio che se un professore si fa trattare così dagli studenti (si fa per dire) nelle sue ore di lezione significa che è incapace di fare il suo mestiere. La pensiamo esattamente all’opposto di quanti sostengono che ogni bocciatura segna un fallimento educativo, che se gli alunni sono ciuchi è colpa della scuola. Io so un sacco di cose, le insegno con passione e se i miei studenti non le sanno è colpa loro che non studiano e non devono essere promossi. Punto. Ma qui la questione è ben diversa. Un docente ha molti modi per farsi rispettare dagli studenti: il più efficace è la preparazione. I ragazzi, anche i più recalcitranti allo studio, non oserebbero mai umiliare qualcuno che sentono come depositario di un sapere che, sebbene estraneo a loro, percepiscono con un’aura se non di sacralità, per lo meno di dignità. Anche il saper, quasi come l’amar dantesco, a nullo discente saper perdona. Oppure il docente può supplire alla sua modesta preparazione con una disciplina severa o con una affabile capacità di comunicazione, coprendo i deficit della cultura con un freddo rigore o una calda umanità. Se arriva a farsi trattare come una pezza da piedi senza che gli alunni carnefici ne provino rimorso, anzi si compiacciono di maltrattarlo su YouTube amplificando e diffondendo la bravata, allora significa purtroppo che quel docente è un incapace assoluto, inadatto a interpretare sia il ruolo del mediatore e divulgatore della propria materia sia quello dell’amicone comprensivo e confidenziale. Significa purtroppo che è carente sia di cultura che di autorevolezza che di personalità. Non basta un carattere debole, che può sempre essere barattato con la simpatia e la tenerezza, ci vuole proprio una totale assenza di carattere, di empatia, di abilità relazionali, di affabulazione più o meno nozionistica. Tutti fattori indispensabili per un insegnante ma, se te ne manca qualcuno, come suggeriva Machiavelli al Principe, puoi fare affidamento su quelli che hai e fingere o trascurare gli altri. Se ti riduci a fare il pupazzo punching ball su YouTube è garantito che ti mancano tutti e hai sbagliato mestiere. Meglio allora che gli studenti teppisti vadano in galera e il prof buono a nulla vada a casa, a farsi strapazzare dalla moglie. Che almeno non lo metterà su YouTube.

Fabio Canessa
Preside del Liceo Olistico Quijote

Un docente ha molti modi per farsi rispettare dagli studenti (da LA SCUOLA AI TEMPI DI YOUTUBE, editoriale di Fabio Canessa)

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