LA TRIBÙ DEL CALCIO


Editoriale del 24 aprile 2026

Può il gioco del calcio diventare argomento di studio april-etologico? Certo che sì, almeno se si è il grande Desmond Morris, zoologo inglese morto cinque giorni fa.

Questo fantastico ricercatore ed abile divulgatore, con alle spalle un dottorato in zoologia e filosofia ad Oxford, ha avuto il merito di svelare agli occhi arroganti e superbi di noi umani, quanto siamo simili in atti ed essenza, alle altre scimmie.

Il suo celebre e controverso libro, “La scimmia nuda”, pubblicato quasi 60 anni fa e messo all’indice dalla Chiesa, ha affrontato e spiegato la maggior parte dei nostri comportamenti proprio in chiave zoo- etologica.

Siamo scimmie, appunto nude, e come tali ci comportiamo.

Ma tra i suoi libri quello che più ha suscitato in me curiosità è stato “La tribù del calcio”, saggio dedicato a questo sport. Ho cercato tra le sue pagine, le risposte alla mia perplessità riguardante la smodata passione che la maggior parte degli italiani (e non solo loro) nutre per questo sport “nazional-popolare”.

Per Morris, grande tifoso di calcio e direttore negli anni ’70 della squadra inglese Oxford United, bisogna guardare in campo e anche sugli spalti, con occhi diversi. Quelli che vediamo correre non sono sportivi, spesso milionari, ma individui facenti parte di una stessa tribù di cacciatori. E gli spettatori, i tifosi, fanno parte della stessa tribù.

Ma andiamo per gradi. Una delle spinte verso l’incredibile evoluzione dell’uomo è stata la nostra attitudine alla caccia. Quest’attività ha forgiato le abilità fisiche e mentali dei nostri antenati. Ci siamo evoluti migliorando sempre più la nostra astuzia, forza, e soprattutto la nostra capacità di collaborare con i nostri simili per avere la meglio su animali spesso molto più grandi e forti di noi.

Quando poi da cacciatori siamo diventati agricoltori ed allevatori, questa pulsione alla caccia doveva essere sfogata in altro modo, ed ecco venirci in aiuto gli sport. Per Morris tutti gli sport hanno un’origine tribale, ma il calcio è quello che racchiude meglio tutti gli elementi della caccia: l’individuazione della preda, l’inseguimento, la mira e la cooperazione. I giocatori sono i cacciatori, il pallone è l’arma e la porta è la preda.

Nel suo saggio, Morris analizza in questa chiave, ogni aspetto di questo sport, dai trofei alle tifoserie, dalle bandiere ai cori. Un saggio interessante che, anche se non ha fatto nascere in me l’amore verso questo sport, sicuramente mi ha regalato un’ottica diversa. Ora quando guardo una partita di calcio, non posso fare a meno di vedere 22 cacciatori Neandertaliani all’inseguimento di un mammut.

Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)

“Per Morris, grande tifoso di calcio e direttore negli anni ’70 della squadra inglese Oxford United, bisogna guardare in campo e anche sugli spalti, con occhi diversi.” Da LA TRIBÙ DEL CALCIO – Editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)

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