A iniziare da oggi, ogni domenica pubblicheremo una ricetta scritta in carcere da Albo Valdes legata al santo de giorno.
Buona lettura
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Narra la leggenda che San Filippo apostolo, fratello di Pietro e Andrea (insieme facevano un quarto delle truppe di Gesù), era santo gastronomico. A lui si deve infatti l’aver convinto il Salvatore a moltiplicare pani e pesci.
Ma non di questo vogliamo parlarvi, bensì di un particolare più occulto. Filippo fu costretto dai pagani dopo la morte di Gesù a compiere un sacrificio nel tempio di Marte, in Scizia. Ma per evitare imbarazzi, il tempio medesimo si sgretolò e dalle sue fondamenta uscì un drago che col suo alito fetido uccise il gran sacerdote marziale liberando Filippo dall’incombenza.
Di questa alitosi resta traccia nell’agliata bosana, che io voracemente divoro per uccidere poi i nemici come il drago di Scizia.
Ricetta semplice ma tosta.
Lessate un gattuccio di mare e ricopritelo con una salsa a base di una quantità esagerata di aglio soffritto nell’evo di bosana, ça va sans dire, assieme al fegato del pesce finemente tritato e due foglioline di prezzemolo. A fine cottura aggiungere aceto a piacere. Tenete il gattuccio in ammollo in questa salsa da pranzo a cena o da cena a pranzo e bevete con abbondante malvasia.
Poche calorie (circa 100 per etto), proteine nobili, sapore incredibilmente intenso, emozione profonda e arma di distruzione di massa che proviene dal metano enterico prodotto da questa libagione.


