L'AMORE ASSENTE


Editoriale del 14 settembre 2014

Uno dei rari allievi di Platone esistenti, mi ha raccontato che quando gli Dei erano ancora antropomorfi e insegnavano davvero agli uomini come vivere, durante il banchetto in onore della nascita della Bellezza (Afrodite), l’Ingegno (Poros) si addormentò su un prato, ubriaco. Al termine dei festeggiamenti arrivò la Miseria (Penia) per raccattare – come sempre – qualcosa da mangiare. Si accorse del Dio che dormiva e influenzata dalla presenza della neonata lo trovò tanto bello e irresistibile da volerlo possedere mentre era ancora inconscio. Da allora, proprio perché generato in tal modo, Amore è figlio dell’incoscienza, povero per parte di Madre e avido di Sapienza per parte di Padre. Inoltre, essendo stato generato nel giorno della sua nascita, è seguace della Bellezza che, tuttavia, non possederà mai. Non solo, Amore nasce e muore nello spazio di un anelito o di uno sguardo, in un battito di ciglia o in quello del cuore; Amore non possiede ciò che anela, e tutto quello che faticosamente ottiene scompare, sempre. Per questi motivi Amore è tensione e ricerca continua, per questo Amore è assenza. Ecco perché quello che veramente non finisce mai, l’unico vero Amore, viene definito Platonico.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

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