LASAGNE AL GALOPPO


Editoriale del 15 marzo 2013

Tracce di cavallo nelle lasagne surgelate. Gli inglesi inizialmente avevano pensato a delle confezioni calpestate durante un gran premio ad Ascot… poi, chiarito che si trattava del ragù sono inorriditi schifati. Far mangiare a un inglese carne di cavallo è come proporre a un italiano (quartesi esclusi) carne di cane. E se è vero che siamo quello che mangiamo qualcuno nel Regno Unito ha fatto due più due scoprendo l’origine del titolo “Un uomo chiamato cavallo”. In Italia questo nuovo scandalo è arrivato in parlamento. Certo un segno di civiltà, semmai è più preoccupante sapere come ci è arrivato: al galoppo! E non è per niente consolatorio sentire che la Findus ha dichiarato che le carni dei suoi ragù sono rigorosamente selezionate se poi si scopre che il selezionatore è stato l’allenatore di Varenne. D’altra parte l’Ikea ha immediatamente adottato delle contromisure adeguate: d’ora in poi anche le polpette e le salsicce verranno proposte in kit e la carne di cavallo sarà venduta come accessorio a parte. La fobia è talmente diffusa che perfino la federazione scacchi ha emanato una circolare interna in cui si invitano i giocatori ad effettuare accurate analisi prima di azzardarsi a mangiare il cavallo. Sono momenti terribili per tutti e per farmi coraggio ricordo cosa diceva sempre mio nonno: “è vero che siamo alla frutta, però poi arrivano dolce, caffè, ammazzacaffè… e digeriamo tutto.

Gianni Stocchino
(Filmnauta di Stato)

COGLI L’ATTIMO

 

da Un uomo chiamato Cavallo (A Man Called Horse) è un film del 1970 diretto da Elliot Silverstein. Con Richard Harris, Judith Anderson, Jean Gascon.

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