LE PAROLE PERDUTE


Editoriale del 23 luglio 2026

In un articolo apparso nelle scorse settimane sul New Yorker (What Scientists Learned by Eavesdropping on Thousands of People, di Shayla Love) si da conto di cosa hanno scoperto gli scienziati ascoltando di nascosto migliaia di persone.

Le donne sono più loquaci degli uomini? Il primo studio (2007) non portava alcuna prova a sostegno di tale affermazione.  Vent’anni fa, in una giornata tipo, sia gli uomini che le donne pronunciavano circa sedicimila parole al giorno — più o meno il numero di parole contenute in «Sogno di una notte di mezza estate». Studi recenti mostrano non solo che le donne parlano di più, ma soprattutto indicano che ogni anno il numero di parole pronunciate quotidianamente diminuisce.

È stato ipotizzato che le parole pronunciate siano state soppiantate dalla comunicazione digitale. Non abbiamo più bisogno di parlare con le persone di questioni banali, non chiediamo più indicazioni alle persone, protestiamo sui social, al supermercato usiamo la cassa self-service. Stanno venendo a mancare le piccole interazioni quotidiane.

Esiste una app che si chiama EAR, utilizzata dagli psicologi, che registra il panorama sonoro. Vi parlo brevemente del mio: mia moglie da vent’anni pronuncia ogni giorno al telefono più parole di quelle contenute in Guerra e Pace (560.000 nell’edizione russa). Mio cognato, che già da bambino era soprannominato “Scusa se parlo”, si ferma alla Divina Commedia (101.698 parole).

 Io non parlo, ascolto.

Marco Schintu ((Ufficio Pesi e Misure di Aristan)

“Esiste una app che si chiama EAR, utilizzata dagli psicologi, che registra il panorama sonoro.” Da LE PAROLE PERDUTE – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan)

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