Chi pratica il “respirianesimo” sostiene che si può vivere d’aria. E di acqua. Quella dei respiriani, in realtà è un’alimentazione “pranica” ispirata all’ascetismo orientale, una pratica (disciplina) che ha diversi antenati, personaggi in realtà non notissimi come Conte di San Germano, Babaji Elijah, Ram Bahadur Bomjon, Giri Bala, maestri esoterici che hanno affermato, senza fornire alcuna prova, di avere la capacità di vivere senza nutrirsi di cibo. Secondo Nicolas Pilartz, fondatore del gruppo Facebook “Alimentazione pranica” che conta oltre 3000 iscritti (ancora vivi), noi umani siamo immersi in un mare di energia vitale e qualsiasi cosa può essere “prana” (vita, respiro, spirito) e darci nutrimento: ci basta inspirare un pezzo di legno o di stoffa e, tramite la meditazione, trasformare in cibo ciò che annusiamo. Come è facile intuire non si diventa respiriani dall’oggi al domani. No, il percorso è lungo e impegnativo: ci si trasforma prima in vegetariani, poi in vegani; dopodiché si diventa fruttariani o crudisti e, infine, si dice addio per sempre all’alimentazione. Ammettiamo che sia come dicono i respiriani, ammettiamo che l’ascetismo possa soffocare l’istinto di fiondarsi dentro qualsiasi panineria, pizzeria, pasticceria, rosticceria e strafogarsi di qualunque cosa, ammettiamo che si riesca a sopravvivere annusando rami, una borsa di cuoio o aria di mare, ma come la mettiamo con i borborigmi da stomaco vuoto in piena riunione di lavoro?
Ad ogni modo, visto i tempi, se i prezzi dei carburanti e di tutto il resto dovessero continuare a salire abbiamo la soluzione: prana e acqua.
Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)
“Secondo Nicolas Pilartz, fondatore del gruppo Facebook “Alimentazione pranica” che conta oltre 3000 iscritti (ancora vivi), noi umani siamo immersi in un mare di energia vitale e qualsiasi cosa può essere “prana” (vita, respiro, spirito) e darci nutrimento: ci basta inspirare un pezzo di legno o di stoffa e, tramite la meditazione, trasformare in cibo ciò che annusiamo.” Da PRANA E ACQUA – Editoriale di Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)



