UN LIBRO PER L'ESTATE


Editoriale del 21 giugno 2016

un libro per l'estate

L’evento editoriale italiano di questa estate è la pubblicazione di “Morte di un maestro del tè”, un capolavoro della letteratura giapponese di 35 anni fa, mai arrivato da noi e ora finalmente tradotto da Skira. Il lettore italiano, abituato al Giappone light di Murakami, rischia però di rimanere spiazzato dal concentrato di cultura nipponica, fatta di ritualità ed ellissi, di questo arduo romanzo, scritto da Inoue Yasushi (1907-1991), critico d’arte e poeta fra i maggiori del Novecento giapponese. Il nostro consiglio è quello di cominciare con l’opera di esordio, più accessibile e propedeutica, del medesimo autore: “Il fucile da caccia”, edito da Adelphi, un romanzo epistolare datato 1949 che ha il respiro di un classico. Il nocciolo è amaro, ma la limpidezza della scrittura che lo incarta ha il potere di incantare il colto e l’inclita. Nel breve spazio di cento pagine, attraverso tre lettere indirizzate al medesimo uomo, Yasushi intreccia un racconto perfetto sulla profonda solitudine che presiede le nostre vite, apparentemente quiete e levigate. Sotto la superficie di ghiaccio palpita però il fuoco di tormenti segreti, tradimenti e sensi di colpa, frustrazioni e gelosie mortalmente velenose. Una moglie umiliata e infedele, un’amante lacerata da una felicità minata dal rimorso, la figlia di quest’ultima traumatizzata dalla scoperta della malvagità e dell’ipocrisia del mondo degli adulti: al centro l’uomo, un cacciatore solitario che ha colpito l’immaginazione di uno scrittore che ne immortala in una poesia la “strana bellezza, umida di sangue”. Ogni volta che il velo dell’inganno sta per squarciarsi e avviare la catarsi, i personaggi esitano e si fermano al cancello della casa, non osando turbare la placida routine dell’inganno. Il dilemma è tutto nella scelta fra amare ed essere amati. E se è vero che nell’amare sta la sofferenza e nell’essere amati la felicità, gli uomini sono condannati a una immedicabile tristezza.

Fabio Canessa
(preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan)

Morte di un maestro del tè”, un capolavoro della letteratura giapponese di 35 anni fa, mai arrivato da noi e ora finalmente tradotto da Skira
(da UN LIBRO PER L’ESTATE editoriale di Fabio Canessa)
pestaggio di un maestro del te – da Donnie Brasco (1997) diretto da Mike Newell, con protagonisti Johnny Depp e Al Pacino

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