L’IGIENE DOMESTICA, OVVERO L’IMPORTANZA DELLA TDW


Editoriale del 14 settembre 2017

Ci sono casi in cui la misura di un fenomeno o di una grandezza ha un estremo bisogno di vaghezza. Prendiamo ad esempio un’area vasta: che si tratti di una discarica abusiva o di una portaerei ormai le sue dimensioni si esprimono in campi di calcio, non certo in ettari. Un discorso simile si può fare per la presenza di pericolosi microrganismi sulle spugne per i piatti in cucina o più in generale su una qualsiasi superficie sulla quale poggiamo le mani. Nell’impossibilità di contare batteri e muffe- il cui numero può essere di decine di miliardi, più degli abitanti della Terra – la contaminazione si valuta facendo il confronto con la tavoletta del water (TDW), dando per scontato che sia sempre in condizioni pietose. Così per terrorizzarci e dar conto di situazioni igieniche disastrose, si sostiene che le spugne per i piatti siano molto più sporche della TDW o che il cellulare sia contaminato almeno quanto la TDW. Non parliamo poi di quante volte rispetto alla TDW sono più sporche la tastiera del computer o le bottigliette d’acqua di plastica riutilizzate. Non resta che una raccomandazione: poiché tanto mi da tanto, se siete invitati a cena a casa di qualcuno, prima di sedervi a tavola controllate in che condizioni è la TDW.
Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

Ci sono casi in cui la misura di un fenomeno o di una grandezza ha un estremo bisogno di vaghezza… (da L’IGIENE DOMESTICA, OVVERO L’IMPORTANZA DELLA TDW, editoriale di Marco Schintu)

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