Quando lavoravo nel laboratorio di Biologia Animale presso l’Università di Pisa, i miei compagni di esperimenti erano dei piccioni. Studiavo l’orientamento spaziale di questi incredibili e sottovalutati pennuti.
Per la scienza erano dei numeri. Per me no. E così B2398 era Ali Bianche, V3401 lo avevo ribattezzato Pollo (non era tra i più brillanti nel trovare la strada giusta del labirinto), R3145 per la sua strana disposizione delle piume sulla testa lo chiamavo Punk e cosi via. Ogni numero per me era un nome.
Questa irresistibile pratica, era un grossissimo errore che mi costava caro alla fine di ogni esperimento. Una delle strategie che suggeriscono a chi è vittima di un’aggressione è proprio di cercare di creare un legame con il malintenzionato, iniziando col comunicare il proprio nome. In questo modo, si cerca di acquistare il più possibile una dimensione umana, reale, personale, che renda più difficile ogni forma di violenza.
Io facevo tutto da sola. Il carnefice che dava il nome alle proprie vittime. E così alla fine dell’esperimento, quando Pollo, Punk ed Ali Bianche venivano sacrificati in nome (ancora una volta l’importanza del nome) della scienza, per me era un dolore profondo.
L’irresistibile bisogno di dare un nome è una caratteristica della nostra specie, ma non solo. Tra gli animali anche gli elefanti africani, utilizzano etichette vocali arbitrarie, associate ad ogni membro del gruppo. Ossia si chiamano per nome.
Quando incontro una persona nuova, la prima notizia che ho su di lui è il nome. Quando incontro un cane per strada chiedo subito “come si chiama?”. Per parlare di qualcuno che non è presente è indispensabile richiamare il suo nome.
Per noi, sin dalla nascita, è fondamentale dare un nome al nascituro e proprio il nome ci conferisce quella dimensione di individualità e consapevolezza dell’essere.
Siamo il nostro nome.
In fondo, il nostro nome è il compagno fedele che, come la nostra ombra, ci accompagna per tutta la vita ed è quello che rimane a testimoniare che siamo esistiti, una volta che non siamo più qui.
Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)
“Per noi, sin dalla nascita, è fondamentale dare un nome al nascituro e proprio il nome ci conferisce quella dimensione di individualità e consapevolezza dell’essere.” Da L’IMPORTANZA DEL NOME – Editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)



