Qualche giorno fa, camminando per la strada, sono stato superato da un tale che mi sembrava di conoscere. Ho provato a chiamarlo.
“Mario!”
Quello si è voltato. Era un mio compagno di scuola. Non lo vedevo da trent’anni, aveva perso i capelli e si era fatto crescere la barba. L’ho abbracciato.
“Come va?”, gli ho chiesto.
“Si tira avanti. Ho appena perso mia moglie, eravamo assieme da una vita”.
“Mi dispiace immensamente, povera Angelina!”
“E per quale motivo? Prima di morire mi ha spiegato come accendere la lavatrice!”
Non so perché mi sia venuto in mente quel nome, mi capitava di andare a casa sua. Angelina era un’isterica scimmietta che aveva adottato e che ogni volta mi saltava al collo. Ma quello non si è scomposto, forse come si chiamava sua moglie non lo ricordava più.
“E tu?”, mi ha chiesto.
“Bene, faccio un sacco di cose, aiuto Maria Jesus in cucina, mi sono iscritto a una scuola di danza, ho capito che il mio futuro è nella milonga”.
“Milonga?”
“Sembra sia stata creata per me. Ora ti devo lasciare Mario, è stato un piacere”.
“Arrivederci Pippotto!”
Pippotto? Mi ha chiamato Pippotto! Io sono Tony.
Non so chi fosse quel tale. Ho scoperto che il mio compagno di scuola si chiamava Cesare ed è morto qualche anno fa, sono andato pure al suo funerale. E comunque la scimmietta si chiamava Angelina. Non tutto è perduto.
Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)
“…Faccio un sacco di cose, aiuto Maria Jesus in cucina, mi sono persino iscritto a una scuola di danza, ho capito che il mio futuro è nella milonga”. Da “MARIO” – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)



