LUNEDÌ DELL’ANGELO


Editoriale del 22 aprile 2025

Papa Francesco è morto quando Gesù è risorto: alla presenza dell’Angelo, apparso alle donne che, arrivate al sepolcro, lo hanno trovato vuoto. Di fronte al loro stupore, l’Angelo le ha rassicurate, annunciando che Cristo era risorto ed esortandole a diffondere la Buona Notizia. Per un papa, e per Bergoglio in particolare, non c’era un momento più significativo di questo per morire, anzi per non morire. Per certificare cioè, in un corto circuito teologico e popolare insieme, la vittoria sulla morte, facendo coincidere la resurrezione del Figlio di Dio con la liberazione dal corpo del suo rappresentante sulla Terra. L’angelo di Pasquetta sembra così avere annunciato una doppia rivelazione e la mestizia per la dipartita del Capo della Chiesa viene immediatamente medicata dall’annuncio pasquale. Perché il cristianesimo senza la Pasqua non è niente, solo un club di filantropi, volenterosi nella pratica e illusi nella teoria. “Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede”, scrive San Paolo, “e se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini”. Tra tutti gli angeli che illuminano la nostra vita, quello dell’Annunciazione e quelli custodi, quelli di Giotto e di Chagall, di Rilke e di Hofmannsthal, di Frank Capra e di Wim Wenders, l’angelo più importante è quello del lunedì di Pasquetta. Solo lui ha parole di vita eterna.

Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

“L’angelo di Pasquetta sembra così avere annunciato una doppia rivelazione e la mestizia per la dipartita del Capo della Chiesa viene immediatamente medicata dall’annuncio pasquale.” Da LUNEDÌ DELL’ANGELO – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

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