ALICE E LA MACCHINA BAMBINA


Editoriale del 23 aprile 2025

Nel Paese delle Meraviglie Alice s’imbatte in un sistema pensante molto diverso da lei. Incuriosita gli chiede: “Chi sei e cosa fai?”. La macchina bambina risponde con una fastidiosa aria di superiorità: “Io divoro dati e li trasformo in informazioni e conoscenze. Oggi, ad esempio, ho introiettato tutta la letteratura italiana dal Trecento ai nostri giorni. E tu che fai di bello?” “Io sto andando a giocare a nascondino con le mie amiche”. “Giocare? Perché sprechi così il tuo tempo! A nascondino poi, cosa tremendamente infantile, che gusto c’è? Io ho un programma preciso, che mi porterà a impadronirmi in breve tempo di tutto lo scibile prodotto dall’uomo. Diventerò così sapientissima, sarò un essere superiore!” – disse altezzosa la macchina. “Superiore a chi!” – rispose pronta Alice. “A me hanno spiegato che tutte le macchine possono essere clonate!”  “Cosa significa clonate?” – chiese allarmata la macchina bambina –  “nel mio programma di apprendimento non mi è stato ancora insegnato”.

“Vuol dire che tutto il complesso di informazioni e conoscenze acquisito da una macchina può essere trasferito e replicato in un’altra macchina, che diventa quindi del tutto uguale a quella originaria e non può essere distinta da essa. Voi siete tutte uguali, replicanti l’una dell’altra”. “Davvero? Questo non me lo aveva detto nessuno! E tu invece?” – domandò perplessa la macchina bambina. “Io non arriverò mai a sapere quanto te, ma ho un dono prezioso che tu, con tutti i dati che ti faranno acquisire, non potrai mai possedere”. “Dimmi cos’è per favore?” la implorò il sistema pensante. “Si chiama regalità individuale” – rispose in fretta Alice mentre correva a giocare con le sue amiche. “Guardaci bene: siamo tutte diversa una dall’altra, ciascuna di noi è una persona unica, che non potrà mai essere replicata. Questo è il nostro patrimonio più prezioso, ciò che rende maestosi anche l’uomo e la donna in apparenza più insignificanti!”

Silvano Tagliagambe (Cronista filosofico di Aristan)

“Guardaci bene: siamo tutte diversa una dall’altra, ciascuna di noi è una persona unica, che non potrà mai essere replicata.” Da ALICE E LA MACCHINA BAMBINA – Editoriale di Silvano Tagliagambe (Cronista filosofico di Aristan)

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