Prima di immergermi ho salutato mia moglie.
“Stai attento Tony, non farmi preoccupare!”.
Il mare era pieno di squali, o almeno così mi avevano fatto credere. In ogni caso avevo il fucile e il pugnale. Non ho incontrato nemmeno un pesce, solo una distesa di oloturie. Hanno un aspetto osceno, sono bavose e viscide, mi è bastato avvicinarmi perché mi sputassero addosso. Non avevo cattive intenzioni, ma si sono spaventate, devono avere pensato che fossi un cinese, ci sono troppi cinesi in giro e tutti pronti a mangiarsele.
“Cosa vuoi?”
“Non temete, chi vi tocca? Fate schifo, avete una forma scandalosa, non sapete come vi chiamano, se non esistesse il body shaming ve lo direi. E poi la vostra pelle è dura come la suola delle scarpe, ci ho già provato una volta a mangiarvi, non sapete di niente”.
“E allora perché non ci lasci in pace?”
“Tranquille, non voglio finire in galera, non ne vale la pena. Ora però per voi la pacchia è finita, i cinesi passano al setaccio il fondo del Mediterraneo come i cercatori d’oro del Klondike”.
“Vaffanculo Tony. Tu, i cinesi e il Klondike”, mi hanno risposto in coro.
“Siete animali di rara bassezza morale ed estetica”.
“Proprio come te, Tony”.
Sono riemerso sano e salvo.
Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)
“Il mare era pieno di squali, o almeno così mi avevano fatto credere. In ogni caso avevo il fucile e il pugnale. Non ho incontrato nemmeno un pesce, solo una distesa di oloturie” Da “L’UOMO CHE INFASTIDIVA LE OLOTURIE” – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)



