L'UOVO E LA GALLINA


Editoriale del 18 febbraio 2014

Entusiasmo e commozione tra gli archeologi inglesi per aver scoperto, sulla spiaggia di Happisburgh, orme umane di 950 mila anni fa. Dunque, esulta lo scienziato Nick Ashton del londinese British Museum, dovremo riscrivere le nostre conoscenze sulla presenza umana in Europa, finora accertata al massimo solo 700 mila anni fa. La notizia sarà anche clamorosa, ma ci ha fatto tornare in mente un’ipotesi ben più affascinante di questa scoperta, che leggemmo negli anni Ottanta in un libro del grande Stephen Jay Gould intitolato “Il sorriso del fenicottero”: i fossili potrebbero essere stati sempre fossili, senza mai essere esistiti come esseri viventi. Potrebbe trattarsi di uno scherzo di Dio, che, quando ha creato il mondo, lo avrebbe decorato qua e là con tracce di fossili che illudessero gli uomini dell’esistenza di un passato remotissimo, fornendo loro una prospettiva storica (anzi preistorica) illusoria. Non è scientificamente possibile provare il contrario. Così l’entusiasmo e la commozione di Ashton e degli altri archeologi sarebbero indirizzati a un gioco spassosissimo: un trompe l’oeil temporale anziché spaziale, un 3D scenografico alla rovescia, capace di fornire una prospettiva storica all’indietro, totalmente fittizia. Quando si va troppo a ritroso nel tempo, non ci si capisce mai niente. È nato prima l’uovo o la gallina? E Adamo avrà avuto l’ombelico oppure no? No, se è stato il primo uomo creato. Da Dio o dal Big Bang poco importa. Ma se l’avesse avuto sarebbe stato un altro scherzo di Dio, che gliel’avrebbe disegnato come decorazione per non farlo sentire diverso da tutti i suoi posteri, visto che il primo uomo non è stato legato ad alcun cordone ombelicale di nessuna mamma. Così, anche l’uovo e la gallina potrebbero essere altri due scherzi di Dio: la forma dell’uno, con la sorpresa dentro, e l’incedere ridicolo unito allo sguardo scemo dell’altra non costituiranno una prova scientifica, ma qualche dubbio lo insinuano.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

da Un americano a Parigi (An American in Paris 1951) diretto da Vincente Minnelli, presentato in concorso al Festival di Cannes 1952. Con Gene Kelly

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