MICHAEL CIMINO, UN PRODUTTORE DI INCUBI


Editoriale del 07 luglio 2016

cimino

Mario è un vecchio che vive in una valle di lacrime, incollato alla televisione. Si commuove davanti a qualsiasi premiazione, discorso, alzabandiera, bimbo che canta, nonno che assaggia. Basta un applauso, anche finto, per fargli versare lacrime sincere. Avendo un animo così sensibile, ha sempre cercato di evitare immagini forti: gli incubi sono alla porta, dopo il tramonto. Da giovane una notte raggiunse la moglie a letto dopo aver visto il film “Il cacciatore” di Michael Cimino, quello con la roulette russa in Vietnam, alla fine della guerra. Sognò di fare l’amore con lei con una pistola puntata alla testa e di premere ripetutamente il grilletto. I primi cinque colpi andarono a vuoto; l’ultimo, il sesto, esplose fragorosamente nel suo cervello. Fu così che venne concepito Agostino, il figlio più rimpianto.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

….Sognò di fare l’amore con lei con una pistola puntata alla testa e di premere ripetutamente il grilletto. I primi cinque colpi andarono a vuoto; l’ultimo, il sesto, esplose fragorosamente nel suo cervello.
(da MICHAEL CIMINO, UN PRODUTTORE DI INCUBI di Marco Schintu)

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